Istituto sanitario San Francesco: i dipendenti protestano in strada

La rabbia dei lavoratori: «Il contratto collettivo va rinnovato perché è fermo addirittura al 2007» La direzione: «La discussione va fatta a livello nazionale, è necessario adeguare anche le rette»
VASTO. Malumore e delusione. È quanto hanno voluto esprimere ieri mattina i lavoratori della Fondazione Padre Alberto Mileno che hanno manifestato davanti all’istituto San Francesco a Vasto marina. È stata una manifestazione pacifica per accendere i fari sulle loro condizioni economiche. Il sit in ha raccolto la solidarietà di tantissimi utenti. Davanti ai cancelli si è fermato anche un folto numero di pensionati: alcuni hanno manifestato a sostegno dei propri figli, dipendenti della fondazione, e che per motivi di lavoro non hanno potuto partecipare alla protesta; altri, essendo stati in passato assistiti dagli operatori del San Francesco, hanno voluto mostrare gratitudine aderendo alla manifestazione. I rappresentanti dell’Aris (Associazione religiosa istituti socio sanitari) Abruzzo, nelle persone del dirigente del San Francesco Francesco Nardizzi e dell’avvocato Carmine Di Risio, hanno poi incontrato i rappresentati sindacali di Cgil Fp, Cisl Fp e Uil Fpl alla presenza del sindaco di Vasto, Francesco Menna, dell’assessore al welfare, Nicola Della Gatta, e del consigliere regionale Pietro Smargiassi.
I rappresentanti sindacali, che rappresentavano l’intero territorio provinciale, hanno rammentato le difficoltà dei lavoratori derivanti dal mancato rinnovo del contratto collettivo fermo al 2007, sia sotto il profilo retributivo che giuridico. In quindi anni il costo della vita è lievitato. Gli stipendi che nel 2007 erano buoni ora sono insufficienti a coprire le spese mensili.
I rappresentanti dell’Aris, su mandato di tutte le strutture regionali, hanno invece ripercorso le difficoltà che tutti gli enti si trovano ad attraversare da anni. Difficoltà che sono raddoppiate con la pandemia. Nardizzi e Di Risio, pur manifestando grande comprensione, hanno precisato che ogni intervento sulla contrattazione dev’essere condiviso in sede nazionale, posto che dovrebbe comportare il contestuale adeguamento delle rette di degenza, ferme in Abruzzo al 2002 e che rappresentano l’unica fonte di entrata per gli enti.
L’Aris ha assicurato che si farà portatore nella sede nazionale di quella che ritiene essere una legittima richiesta e, insieme alle sigle sindacali, richiederanno alla Regione l’immediata convocazione di un tavolo di concertazione, cui si chiederà la partecipazione dei rappresentanti istituzionali del territorio.
Anche il Comune di Vasto ha garantito il proprio aiuto. «La Fondazione Padre Alberto Mileno», ha dichiarato Della Gatta, «merita la migliore attenzione da parte delle istituzioni perché rappresenta un fiore all’occhiello del territorio. Il Comune è e sarà al fianco dei lavoratori affinché non solo sia garantito il diritto a contratti adeguati, ma anche perché la struttura sia destinataria di investimenti da parte della Regione. Investimenti che possano liberare le enormi potenzialità che è capace di esprimere l’istituto, generando ricadute positive in termini occupazionali e servizi per la collettività».
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