«Istituzioni locali impreparate Che cosa faremo nella Fase 2?»

23 Aprile 2020

LANCIANO. Stanno studiando protocolli nazionali e misure di sicurezza da mettere in campo per la tutela di lavoratori e clienti quando scatterà la riapertura, ma si aspettano che anche le istituzioni...

LANCIANO. Stanno studiando protocolli nazionali e misure di sicurezza da mettere in campo per la tutela di lavoratori e clienti quando scatterà la riapertura, ma si aspettano che anche le istituzioni locali facciano la loro parte. Il mondo delle piccole e medie imprese guarda con una certa preoccupazione alla cosiddetta “fase 2” dell’emergenza coronavirus. «Seguiamo da tempo gli aggiornamenti sulla diffusione del Covid-19 e rispettiamo sistematicamente la raccomandazione dello stare a casa. Ciò che non leggiamo mai, tuttavia, sono le soluzioni che si stanno approntando per affrontare la nuova fase», afferma Francesco Spinoglio, titolare di un’impresa multiservizi, Artigiano Amico, con sede legale a Lanciano, «soluzioni che, a nostro avviso, dovrebbero essere già pianificate in modo da renderle operative alla prima data utile».
L’emergenza coronavirus ha bloccato diversi settori lavorativi, che aspettano di rimettersi in moto dal prossimo 4 maggio. «Nel rispetto di norme, decreti e protocolli ad oggi adottati», spiega l’imprenditore, «continuano a lavorare i nostri collaboratori tecnici, consulenti legali e fiscali, idraulici ed elettricisti. Analogamente i fabbri, solo per le emergenze, e i disinfestatori. Rimangono al palo per il momento operai e ditte edili, installatori di porte e finestre, carpenteria metallica e in legno e giardinieri. Nel nostro piccolo, avendo rapporti di lavoro in più province abruzzesi e in regioni diverse, in base ai protocolli nazionali abbiamo approntato un vademecum sulle misure di sicurezza da adottare, realizzando anche tutorial e guide fruibili dai nostri lavoratori. E non senza difficoltà, vista la disomogeneità di applicazione di ordinanze e decreti, nazionali, regionali e locali. La nostra preoccupazione di oggi e per il futuro è quella di tutelare la salute e la sicurezza di lavoratori e clienti. Ma quello che abbiamo fatto non basta: occorre fare di più e purtroppo non è di nostra competenza».
Spinoglio si rivolge al sindaco e presidente della Provincia, Mario Pupillo, e al presidente della Regione, Marco Marsilio: «Sono consapevoli del fatto che, dato l’elevato numero di lavoratori che torneranno alle attività produttive con la “Fase 2”, occorre procedere a tamponi e test quasi quotidiani? Si è pensato di potenziare la rete di laboratori analisi sul territorio? Devo provvedere autonomamente come imprenditore ad acquistare test per i miei collaboratori, sapendo che non verranno validati dalle competenti autorità?», si chiede l’imprenditore, «bisogna ripartire con criterio, ma servono risposte pronte e concrete».
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