Itaca, la proprietà vuole riscattarsi

Il complesso edilizio dissequestrato 17 mesi fa. D’Alessio: operazione trasparente
VASTO. Da diciassette mesi la Corte di Cassazione ha annullato definitivamente il sequestro degli appartamenti del complesso residenziale Itaca. La notizia pare essere sfuggita a molti. La società di costruzione chiede che venga diffusa come merita.
«La Itaca Costruzioni srl dopo qualche anno di riservato silenzio vuole dare voce a quelle tante aspettative deluse e alle opportunità perse. Oggi, la Itaca intende riscattarsi dalla chiusura e dalla cattiva informazione che la lunga e travagliata vicenda giudiziaria, finalmente arrivata al capolinea, ha ingenerato in chi decideva di investire nel complesso. Vuole, dunque, gridare la trasparenza con la quale il complesso residenziale è stato realizzato, e finalmente la conclusione di una vicenda che ha tanto segnato questa realtà», scrive l'avvocato Marianna D'Alessio. La Cassazione che con la sentenza n. 2312 del 13.12.2013 ha annullato, in via definitiva, il discusso sequestro che il procuratore Francesco Prete aveva riottenuto dal Riesame di Chieti all’indomani della sentenza del 3 maggio 2013. La società costruttrice, anche nell’interesse di coloro che hanno investito nell’acquisto degli immobili in costruzione, ha voluto riprendere l’iter amministrativo presso l’amministrazione locale, e avviarsi finalmente alla conclusione dei lavori». «Il residence costruito dalla Itaca Costruzioni srl sulle colline del litorale Vastese, meglio noto come il complesso "Itaca" è uno dei più bei complessi residenziali realizzati in zona, anche se per anni è stato ingiustamente messo sotto accusa finendo purtroppo, solo per essere enormemente danneggiato», annota l'avvocato Marianna D'Alessio. Il complesso residenziale Itaca venne costruito dalla D'Alessio costruzioni, società campana, lungo via Istonia. La vicenda del complesso composto da 4 palazzine, risale al 2007, quando dopo le indagini condotte dai carabinieri, vennero apposti i sigilli per un contestato abuso edilizio. Ai costruttori venne contestata la violazione dell'articolo 44 che implica l'assenza di concessione edilizia o la non conformità di quanto realizzato. L'accusa, sostenuta dal procuratore Prete in qualità di pubblico ministero, aveva indicato l'origine della violazione nel rilascio della concessione da parte degli uffici comunali. La Cassazione ha chiuso la vicenda dando ragione alla società. (p.c.)
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