Italia Nostra: edifici di culto sfregiati dall’amministrazione

11 Maggio 2019

LANCIANO. «I monumenti e gli edifici di culto a Lanciano non sono tutelati dal Comune». È Italia Nostra a denunciare gli «sfregi» verso monumenti e edifici cittadini storici, portando due esempi: lo...

LANCIANO. «I monumenti e gli edifici di culto a Lanciano non sono tutelati dal Comune». È Italia Nostra a denunciare gli «sfregi» verso monumenti e edifici cittadini storici, portando due esempi: lo stato di abbandono da anni delle mura aragonesi e lo scempio compiuto dietro il convento dei frati dell’Ordine Morronese o Celestini, comunemente chiamato “di Santo Spirito” dove dimorò anche Papa Celestino V. A «sfregiare» il complesso diventato museo, secondo l’associazione, sarebbe stato il Comune che, sottolinea il presidente di Italia Nostra Pierluigi Vinciguerra, «ha permesso la costruzione di un casermone enorme alle spalle del convento, palazzo dipinto con un aberrante e impattante colore rosso in una area tratturale di pregio, che proprio ora dovrebbe essere tutelata e valorizzata. Il convento ha vissuto vicende alterne», ricorda Vinciguerra, «addirittura è stato adibito ad opificio per la fabbrica delle mattonelle e deposito di materiali per costruzione, durante le feste di settembre è stato usato anche come stalla per i cavalli, ha subito furti, anche quello della campana della chiesa, ma una quindicina di anni fa è tornato a vivere, grazie ad un restauro fatto con i fondi previsti per gli edifici di culto sui tratturi della transumanza: un finanziamento pubblico di due miliardi di vecchie lire. Il restauro ha permesso la destinazione del complesso a Polo Museale della intera struttura, salvando la chiesa che, recentemente, il Comune di Lanciano ha provveduto a sfregiare. Sindaco, assessorato all’urbanistica e Soprintendenza ai beni culturali dovrebbero tutelare il patrimonio storico-artistico, ma a Lanciano così non è».
Italia Nostra ricorda al Comune anche il caso delle mura aragonesi, abbandonate e ricoperte di erbacce. Scoperte nel settembre 2015 sotto pochi centimetri di asfalto nel giardino dell’asilo Maria Vittoria sono abbandonate. Sono parte del collegamento tra il Torrione aragonese e le Torri Montanare, quindi di grande valore storico, eppure da quasi 4 anni sono lasciate a loro stesse. Dovrebbero essere inserite nel progetto di ampliamento del De Titta, e salvaguardate, coperte con materiali che ne permettono la vista, ma ad oggi del progetto non c’è traccia e le mura restano nel dimenticatoio.