Itis, maxi cantiere a rischio stop Menna: mediare prima del Tar

13 Novembre 2024

Il presidente della Provincia cerca l’intesa con i cittadini che vogliono bloccare i lavori in via d’Aragona Il problema resta la convivenza forzata tra gli studenti e le attività di ristrutturazione dell’istituto

CHIETI. Sul ricorso al Tar che rischia di bloccare il maxi cantiere per la ristrutturazione dell’istituto superiore Luigi di Savoia si può ancora mediare. La pensa così il presidente della Provincia Francesco Menna che ritiene «legittime» le aspettative dei residenti costretti a convivere con un cantiere che deve demolire tutta la parte centrale della scuola di via D'Aragona e poi ricostruire la struttura. Il ricorso al Tar è stato presentato da una residente che abita a pochi metri dalla scuola, preoccupata, come tanti altri residenti, per il rischio-sicurezza già ampiamente sollevato dagli studenti, a loro volta costretti a una convivenza forzata con le attività di cantiere. Le operazioni di demolizione sono iniziate il mese scorso e dovrebbero terminare, da cronoprogramma, entro l'anno. Poi verrà avviata la ricostruzione. Sempre che il cantiere non si blocchi. Essendo un'opera finanziata dal Pnrr, la tempistica è rigida e stringente, pena la perdita del finanziamento.
LE ESIGENZE
«Ci sono legittime aspettative dei cittadini che vanno tenute in considerazione», dice Menna, «in questa vicenda è necessario contemperare gli interessi di tutti, sia dei residenti che della città, che si ritroverà a breve una nuova scuola moderna e sicura». Atteggiamento più che conciliante quello del presidente della Provincia che cerca di venire incontro a tutte le problematiche, pur non dimenticando che la Provincia è riuscita a ottenere 11 milioni di euro dall'Europa grazie al Piano nazionale di ripresa e resilienza per restituire alla città una nuova scuola. «Un fondo così importante di diversi milioni di euro difficilmente potrà ricapitare», sottolinea Menna, «per cui dobbiamo sicuramente realizzare la scuola e non rischiare di invalidare la procedura, ma anche tenere in considerazione gli interessi dei residenti e in questo caso della ricorrente con le sue legittime doglianze».
APPELLO AL DIALOGO
Menna confida negli incontri tra avvocati e tecnici di entrambe le parti: «Saranno incontri molto importanti», dice, «perché ritengo che si possa evitare che il ricorso vada avanti. Anche perché credo che gli stessi ricorrenti abbiano in cuor loro l’obiettivo di vedere realizzata una scuola nuova. Non credo che vogliano compromettere una procedura così importante, ma lanciano un grido d’allarme che va preso in considerazione». Appello dunque al dialogo da parte del presidente della Provincia: «L’invito che faccio ai loro avvocati e ai nostri è di cercare attraverso il dialogo di arrivare a una soluzione che possa appunto contemperare gli interessi di tutti. Penso che il dialogo tra le parti sia la migliore soluzione per arrivare con la massima collaborazione a obiettivi condivisi».
IL RICORSO
Sia la Provincia che la ditta De Cesare, capogruppo delle imprese che si stanno occupando della ristrutturazione, si sono già costituite davanti al Tar per difendersi e fare in modo che il cantiere non si blocchi. In 27 pagine gli avvocati Sergio Della Rocca e Marina D'Orsogna racchiudono i motivi per cui la residente chiede di annullare «la determinazione dirigenziale della Provincia», si legge nel ricorso, «relativa all'approvazione del progetto esecutivo di adeguamento sismico dell'Itis». Progettazione che appare «illegittima» sotto diversi aspetti. Il primo è relativo al fatto che mancherebbe, secondo la ricorrente, «uno studio di fattibilità ambientale e comunque una valutazione dell'effetto dei lavori di demolizione in un contesto urbano». In secondo luogo ci sarebbe una «descrizione assolutamente generica delle modalità di esecuzione delle demolizioni e degli apprezzamenti di cantiere». Mancherebbe infine «un'analisi delle procedure operative da adottare nel corso dei lavori per l'esecuzione in adeguate condizioni di sicurezza».