Iva non pagata all’Erario La Virtus va a processo

Debito con il Fisco di 738.936 euro estinto solo in parte nonostante la sospensiva Nei guai Di Menno Di Bucchianico, rappresentante legale della società
LANCIANO. Il debito con l’Erario non è stato estinto dalla Ss Virtus Lanciano per l’anno 2013, non sono stati fatti altri pagamenti dal novembre 2016 e quindi il giudice Andrea Belli non ha concesso altre proroghe a Claudio Di Menno Di Bucchianico, legale rappresentante della società. Il giudice ha quindi ritirato la sospensione del procedimento e fissato il processo al 16 novembre 2017. Sarà, come chiesto dal legale di Di Bucchianico, Paolo Sisti, un abbreviato condizionato alla presentazione di documenti. L’accusa di cui Di Bucchianico risponde è quella di evasione fiscale, mancato pagamento dell’Iva del 2013 da parte della società rossonera: “Nella sua veste di rappresentante legale della Virtus Lanciano 1924 srl non versava nei termini previsti l’Iva ritenuta e dovuta, dell’anno di imposta 2013, per un totale di 657.559 euro”. Il procedimento nel novembre 2016, però, era stato sospeso perché la società rossonera stava pagando il debito con il fisco. Aveva versato 8 rate di importi tra 36.000 e 40.000 euro per un totale di oltre 310.000 euro. Sulla scorta di quel pagamento, il giudice Belli aveva concesso una sospensiva del procedimento. In base alle norme in materia tributaria, infatti, il reato di evasione fiscale si può estinguere pagando l’Iva, le sanzioni e gli interessi che scattano automaticamente da parte dell’Agenzia delle entrate dal giorno dopo il ritardo nel pagamento dell’imposta. In questo caso si trattava di 657.559 di Iva e 81.377 euro di interessi e sanzioni per un totale di 738.936 euro.
Ieri l’udienza per verificare il pagamento dell’Iva o quanto meno il versamento di altre rate. Invece altri pagamenti non ci sono stati, tanto meno è stato estinto il debito. Il giudice ha quindi fissato l’udienza per il 16 novembre 2017, dopo aver accolto la richiesta dell’avvocato Sisti dell’abbreviato condizionato alla presentazione di documenti. Ovvero di ricevute di altri pagamenti che potrebbero esserci da qui a novembre da parte della società in liquidazione.
Di Bucchianico era stato assolto nell’ottobre 2016 proprio dall'accusa di evasione fiscale della Virtus per il mancato pagamento dell’Iva relativa al 2012, pari a 425.775 euro. In quel caso il procedimento penale si era chiuso positivamente perché il debito era stato estinto. (t.d.r.)
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