Ivo Avido al Megalò spettatore "segreto" del film con Maccio

8 Febbraio 2015

E' il secondo protagonista teatino di "Italiano Medio": da speaker dello Zoo di Radio 105 al successo come attore

CHIETI. Non è difficile incontrarlo lungo le strade della sua città dove torna appena può, nonostante i tantissimi impegni che contraddistinguono la vita artistica e professionale di un teatino doc come Enrico Venti, in arte Ivo Avido. Reduce dal successo non poi così inaspettato del lungometraggio “Italiano Medio”, abbiamo avuto l’occasione di scambiare due chiacchiere con Enrico, approfittando di un suo momento di libertà dal fitto programma promozionale del film, che sta incontrando il consenso unanime di pubblico e critica.

Ci confessa di aver visto il film per intero solo lo scorso venerdì perché voleva assolutamente farlo nella sua città, in mezzo alla sua gente. E infatti non è passato inosservato quando ha acquistato, come chiunque altro, il biglietto d’ingresso al cinema Movieland del Megalò, davanti agli occhi increduli degli spettatori che non si aspettavano di certo di poter vedere il film fianco a fianco con uno dei protagonisti. «Mi piace vedere le reazioni delle persone durante la proiezione. Capire quali sono i momenti in cui si ride di più e osservare le espressioni in sala quando si accendono le luci a fine spettacolo. Per questo non potevo non farlo nella mia città, dove tutto è iniziato», dichiara Enrico. Il legame indissolubile con Chieti viene fuori in ogni sua affermazione, ma anche negli atteggiamenti dei personaggi e nelle situazioni che interpreta. Non riesce a starne lontano più di tot di tempo, soprattutto adesso che gode di una certa popolarità conquistata dopo tanti anni di studio e lavoro intenso. «Mi piace tornare a casa e poter trascorrere del tempo insieme ai cari e ritrovare quella dimensione familiare che adoro». Siamo curiosi di sapere che cosa pensa la famiglia del sua lavoro e se ha visto il film; sorridendo risponde che i suoi genitori hanno visto il film ben due volte e che la sua fan più entusiasta è la nonna di 88 anni che non si sarebbe persa il film di suo nipote per niente al mondo, ma aggiunge che ancora oggi trova qualche difficoltà a spiegare la complessità della sua attività alla famiglia. Si perché Enrico non è solo attore, come in questo caso, ma è anche imprenditore, produttore, autore e speaker radiofonico nello Zoo di 105. Una carriera folgorante quella di Enrico che, insieme a Maccio Capatonda, amico, collega e compagno fin dai tempi del liceo, sognava di fare le cose in grande. Quando gli chiediamo se si sarebbe mai aspettato di poter realizzare un film, risponde che è sempre stato l’obiettivo da raggiungere, non nascondendo una certa soddisfazione per avercela fatta e per i risultati ottenuti. E anche noi non possiamo non essere dello stesso avviso, perché “Italiano Medio” non è solo un film che regala 95 minuti di divertimento puro, ma è anche un prodotto di spessore che si presta a diversi livelli di lettura, affrontando, con uno stile comico, ma al tempo stesso critico, alcuni aspetti del nostro modo di essere italiani con tutti i pregi e difetti. Di sicuro non siamo i soli ad essercene accorti, se si considera l’incredibile esposizione mediatica che il film e i suoi protagonisti stanno ricevendo in quest’ultimo periodo. Concludiamo l’incontro chiedendogli di rivelarci i progetti futuri, ma Enrico non si sbottona più di tanto lasciando però intendere che i progetti in cantiere sono tanti e che ne vedremo delle belle. Intanto si gode il successo del film e la tranquillità della sua città, dopo le notti insonni trascorse alla vigilia dell’uscita nella sale. Chieti gli fa i migliori auguri per il proseguo della carriera e per la nascita imminente del suo secondo figlio.

Fabio Perrotta