Jacopo, l’addio di Carpineto Sinello con le magliette dell’Inter

Folla ai funerali del bimbo di 11 anni stroncato da una misteriosa malattia. Sulla bara la divisa nerazzurra autografata dal campione Javier Zanetti
SAN SALVO. I suoi sogni erano nerazzurri. Ieri il suo funerale si è tinto di nerazzurro. «Ci sono giorni dove essere interista è facile. Altri dove è doveroso, e giorni dove esserlo è un onore». É la dedica fatta al piccolo Jacopo Mastronardi, 11 anni, il bimbo stroncato mercoledì da un misterioso e improvviso malore, dal campione dell'Inter Javier Zanetti. Jacopo nonostante la giovane età era un acceso tifoso neraazzurro. Desiderava da tempo di incontrare il capitano nerazzurro per farsi autografare una maglietta dal suo idolo. Zanetti lo ha accontentato facendo arrivare ai genitori il giorno prima dei funerali una maglia dell'Inter autografata. Quella maglia ieri è stata poggiata sulla bara dello sfortunato bambino mentre tanti amichetti hanno seguito il corteo funebre indossando le maglie nerazzurre.
La fede sportiva di Jacopo è stata ricordata anche dal celebrante durante l'omelia. Ad informare Zanetti della tragedia avvenuta a Carpineto è stato lo zio di Jacopo, Fabio Rossi che con un gruppo di amici ha coinvolto il presidente dell’Inter Club San Salvo, Virginio Di Pierro ed il coordinatore regionale Alfredo Amante. Venerdi pomeriggio tra la commozione generale e l’incredulità di molti nella camera ardente è comparsa la maglia autografata da Zanetti con dedica al piccolo Jacopo. «Sicuramente esulterà dal cielo. Perché Jacopo ora è un angelo che sta accanto al Signore», ha detto commosso il sindaco di Carpineto, Antonio Colonna. Ieri il primo cittadino ha dichiarato il lutto cittadino. Alle 10 le saracinesche dei negozi si sono abbassate. A pochi metri dalla chiesa di San Michele Arcangelo è stato sistemato un cartello. «Ci mancherai».
Una telegrafica dichiarazione che ha tradotto il sentimento di vuoto lasciato da Jacopo Mastronardi. In centinaia hanno accolto l'arrivo in chiesa della bara bianca sulla quale sono stati lanciati petali di rosa e confetti, mentre il campanile della chiesa suonava mestamente i rintocchi. Un intero paese si è stretto attorno a Floriana Rossi e Italo Mastronardi, i genitori di Jacopo. Tanti gli amici arrivati da tutto il Chietino. Molti da Guilmi il paese che tre anni fa ha vissuto una tragedia analoga. G.D.P., 7 anni, morì fra le braccia del medico accorso in seguito alla chiamata dei genitori. Un malore improvviso proprio come quello che ha avuto Jacopo. Inutili i soccorsi.
«Si è ripetuta una tragedia.In questa vallata si vogliono tutti bene, è come una famiglia allargata. Ora soffriamo tutti», hanno detto ieri in lacrime alcuni conoscenti della famiglia Mastronardi. I genitori di Iacopo fanno parte di questa famiglia, che ora è stordita dal dolore per la morte di una sua creatura.
«Veniva volentieri in chiesa. La domenica faceva il chierichetto», ha ricordato il parroco, don Raj. Era sempre pronto a dare una mano. Jacopo era un bambino sano senza particolari problemi di salute.Niente faceva presagire la tragedia.
«Ora guarda tutti noi dal cielo», ha ripetuto don Raj. Poi la bara bianca è stata portata nel cimitero del piccolo paese.(p.c.)
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