Jason, una storia di resilienza e solidarietà

Bucchianico. L’associazione Progetto Noemi in aiuto della famiglia dell’11enne affetto da disabilità
BUCCHIANICO. Jason ha undici anni. Vive a Bucchianico, con la madre, Antonella Pompilio, rimasta vedova, e il fratello Raoul. Jason non è un ragazzino come tutti gli altri. La sua, fin dalla nascita, è stata una vita di lotta e di piccole conquiste, di interventi e lunghe ospedalizzazioni, visite, centri di riabilitazioni e viaggi della speranza, in Italia e all’estero. È affetto da una sordità profonda e solo grazie a un impianto cocleare riesce a sentire. Non è in grado di alimentarsi per bocca, non parla e non comunica in nessun modo le sue esigenze primarie.
È l’Associazione Progetto Noemi, che da tempo segue e supporta la famiglia, a farci conoscere la storia di Jason, che si nutre sono con un sondino collegato a una pompa e necessita di assistenza continua. «Sono l’unica persona su cui può contare», dice la mamma Antonella, «ho una madre di 83 anni che sta affrontando un secondo tumore e altri problemi correlati. Ogni giorno affronto rischi e difficoltà che nessuno immagina: ovviamente per poter sostenere la famiglia devo lavorare e ringrazio infinitamente ogni istante l’azienda dove presto servizio e le mie colleghe che mi permettono da anni di lavorare in determinati orari, per far sì che possa gestire i miei figli. Ma sono disperata, poiché, proprio negli orari di lavoro, non riesco a lasciare in sicurezza Jason. La copertura assistenziale domiciliare, erogata dal Comune, non è sufficiente e mi ritrovo a dover scegliere tra il sostentamento economico e la vita stessa di mio figlio».
Nonostante la situazione sia ben nota, la famiglia di Jason non riesce ad avere una risposta al fabbisogno assistenziale. È la stessa Antonella a spiegare la lunga trafila burocratica, che finora non ha dato esito positivo. «Attraverso il nostro avvocato abbiamo inviato due lettere all’assistente sociale di Bucchianico, al Comune, all’ente ambito Maielletta chiedendo una copertura assistenziale adeguata di venti ore settimanali», dice Pompilio, «adesso ne abbiamo solo 15, assolutamente inadeguate al bisogno reale». La signora Antonella spiega quanto sia difficile «gestire da sola due figli minori di 13 e 11 anni, quest’ultimo affetto da gravissima disabilità, cercare di lavorare, far fronte alle spese. Il desiderio è che, finalmente, ci possa essere una risposta reale al fabbisogno assistenziale cercando di garantire attenzione e sostegno fattivo. Affrontiamo giornalmente difficoltà immani che l’istituzione comunale continua a ignorare. Mi auguro», conclude, «che arrivi finalmente la risposta tanto attesa, in grado di aumentare la qualità di vita e offrire la tanto attesa serenità alla mia famiglia. Ringrazio immensamente l’associazione Progetto Noemi che ci accompagna da anni, ascoltando i nostri bisogni e offrendoci un grande supporto».
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