«Jessica, orgogliosi di te»

30 Gennaio 2017

Vasto saluta la 24enne e il suo fidanzato. Striscioni allo stadio

VASTO. «Rimarrai sempre una guerriera. Vasto è orgogliosa di te. Questo non è un addio ma un arrivederci». Così la città saluta Jessica Tinari, 24 anni, sfortunata attivista del Pd morta con il fidanzato Marco Tanda sotto la valanga che ha distrutto l’hotel Rigopiano. La bara bianca di Jessica, coperta di rose candide, alle 11 arriva in città insieme a quella di Marco, accompagnata dai familiari dei ragazzi. Dopo una breve sosta in piazzale Histonium, i due carri funebri raggiungono la chiesa di Santa Maria Maggiore. Ad attenderli ci sono il vescovo Bruno Forte, il sottosegretario Federica Chiavaroli, il sindaco Francesco Menna, le autorità civili e militari.

Il vescovo benedice i feretri, poi Marco torna a casa a Castelraimondo (Macerata). I suoi funerali vengono celebrati alle 15, la salma sarà cremata e portata dalla mamma, di origini cinesi, nel suo paese. Jessica viene tumulata a Vasto, accompagnata dal volo di centinaia di palloncini bianchi e un cuore rosso. «Jessica non è più qui, è risorta», dice don Domenico Spagnoli, «è una vittima proprio come Cristo». Non a caso il sacerdote legge i brani del Vangelo che ricordano la morte e resurrezione di Gesù. La bara bianca di Jessica è sull’altare sotto lo striscione con la foto dei due fidanzati ed una sequenza di cuori. Ai lati dell’altare le corone di fiori offerte dalle alte cariche dello Stato e dal Comune di Vasto. Impietriti da un dolore incommensurabile Gina e Mario, i genitori, baciano più volte la bara bianca prima dell’ultimo commiato. La cerimonia funebre è chiusa dal saluto commosso del sindaco Menna. Nel pomeriggio si susseguono le manifestazioni di cordoglio per Jessica e Marco. La Vastese calcio 1902, che ospita in casa la capolista Fermana, gioca con il lutto al braccio. Prima dell’incontro all’Aragona viene osservato un minuto di silenzio, seguito da uno scrosciante applauso mentre sugli spalti uno striscione ricorda i due ragazzi.

Paola Calvano

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