Jois, finora oltre 100 deposizioni nelle indagini sui riti delle sette

6 Novembre 2022

Ascoltati anche i diportisti che seguirono il Jova beach party dal mare: videro qualcosa sulla costa?  La nonna Pia Regina: «Grazie agli investigatori, stanno facendo di tutto per far emergere la verità»

VASTO. La Procura sempre più impegnata a risolvere il giallo della morte di Jois Pedone. Più di cento persone sono state ascoltate dai carabinieri per far luce sul mistero della morte del ventenne vastese, studente universitario dell'Ateneo di Parma. Oltre ad amici e conoscenti gli investigatori hanno ascoltato anche diversi diportisti che la notte in cui il giovane raggiunse Punta Penna, erano appena rientrati in porto dopo aver assistito dal mare alla seconda serata del Jova beach party. Qualcuno di loro vide Jois e le persone che erano con lui? Impossibile saperlo. Le indagini sono coperte dal segreto istruttorio. Di sicuro ha ripetuto ai carabinieri ciò che ha già dichiarato a "Chi l'ha visto?", la ragazza di Faenza che conosceva la passione di Jois per la luna e l'esoterismo. Una testimonianza importante. Ogni testimone può rivelarsi un tassello importante nelle indagini aperte dal sostituto procuratore Vincenzo Chirico.
Vinti dal dolore i familiari da oltre due mesi lottano perché il caso non finisca archiviato. Dimenticato tra quelli di chi ha scelto di farla finita senza un apparente perché. «E ora sono fiduciosa», dice la nonna di Jois, Pia Regina. «Il pm Chirico sta facendo tanto per scoprire la verità». Il 9 novembre si incontreranno a Pescara i periti che dovranno analizzare il pc, il tablet e il cellulare di Jois. L'esperto incaricato dalla famiglia del ragazzo arriva da Perugia. Il consulente e il collega nominato dalla Procura dovranno passare al setaccio i profili social, le chat, le e-mail e i messaggi sul cellulare di Jois. Il periodo da analizzare è quello compreso fra marzo ed agosto 2022. Fondamentali saranno i messaggi ricevuti ed inviati nelle ore che hanno preceduto la sua scomparsa.
Jois, secondo le prime ricostruzioni, la sera del 20 agosto, finito il turno al ristorante, rientrò a casa per riuscire poco dopo e raggiungere Punta Penna. Il suo corpo è stato ritrovato il giorno seguente tra gli scogli di Punta Penna. Addosso aveva una maglietta con la scritta “Bienvenue” e legato al piede un borsone pieno di sabbia: un peso che avrebbe reso impossibile nuotare e che secondo alcuni racconterebbe una decisione irrevocabile di smettere di vivere. Non la pensa così chi conosceva Jois. I familiari non riescono a darsi pace, a credere che il giovane, che non aveva mai dato segni di squilibrio o manifestato sofferenza, abbia deciso di andare verso il mare per lasciarsi morire. La Procura indaga per istigazione o aiuto al suicidio contro ignoti. Gli investigatori hanno sequestrato anche i quaderni del ragazzo cercando un indizio. Qualcuno potrebbe avere influenzato, condizionato con riferimenti alla spiritualità e all'esoterismo Jois da sempre attratto dalla luna e dai suoi poteri. Il timore è che Jois potrebbe essere stato la vittima di una prova iniziatica, un rito misterioso finito nel peggiore dei modi.
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