Jois, il mistero torna in tribunale Oggi si decide sull’archiviazione

9 Ottobre 2024

Dal gip il caso dello studente universitario trovato morto in mare con i sacchetti di terra legati ai piedi La Procura vuole chiudere il caso: dopo il ricorso della famiglia, ora ci prova l’Associazione Penelope 

VASTO. Si riaccendono i riflettori sulla morte di Jois Pedone,19 anni, lo studente universitario di Vasto trovato senza vita la mattina del 22 agosto 2022 a Punta Penna. La famiglia, che ha sempre rifiutato l’ipotesi del suicidio, ha presentato nei mesi scorsi ricorso contro la proposta di archiviazione avanzata dal sostituto procuratore della Repubblica di Vasto, Vincenzo Chirico. Oggi la morte di Jois sarà nuovamente al centro di un’udienza. A rappresentare la famiglia del giovane sarà l’avvocato Federica Benguardato, penalista del foro di Teramo, che fa parte del pool di legali dell’Associazione Penelope, il sodalizio delle famiglie e degli amici delle persone scomparse. Il gip del tribunale di Vasto, in base alla nuova documentazione prodotta, deciderà se proseguire le indagini o se, al contrario, la morte di Jois Pedone dovrà essere archiviata definitivamente.
Nessuno in città crede al suicidio. Ancora meno chi vide Jois la sera prima della sua morte. Lo stesso tassista che portò Jois a Punta Penna ha sempre parlato di un ragazzo sereno Nessuno tra amici e compagni di studio dell'università di Parma è d’accordo con l’ipotesi di suicidio formulata dagli investigatori subito dopo il ritrovamento del corpo. Da mesi e con grande discrezione l'avvocato Benguardato sta lavorando per convincere il gip che la morte di Jois non fu un gesto volontario ma istigato o conseguenza di azioni messe in atto da terzi. Sono in tanti a pensare che Jois venne portato a Punta Penna in un secondo momento. Del resto la sabbia con cui vennero riempiti i sacchetti legati alle caviglie e che avrebbero dovuto fungere da zavorra, era diversa da quella del litorale locale.
La famiglia dello studente si è affidata all’Associazione Penelope e il pool di investigatori ha lavorato al caso. La documentazione su Jois trovata in questi mesi verrà prodotta a supporto del rifiuto dell’ipotesi del suicidio. Saranno sufficienti i nuovi elementi per proseguire le indagini? Il diciannovenne studiava economia e management a Parma, era in regola con gli esami e aveva già comprato il biglietto per il treno che, a fine agosto, lo avrebbe riportato nella città emiliana. Subito dopo aver sostenuto l'esame aveva in programma una vacanza a Barcellona, già prenotata. Qualche giorno prima della sua morte aveva comprato molti prodotti per la cura personale. Particolari che raccontano la volontà di vivere e non certo l'intenzione di congedarsi da questo mondo. Jois, oltre a studiare con diligenza, lavorava come cameriere in un ristorante di Vasto. Anche la sera prima di morire aveva lavorato. Chi lo vide in quegli ultimi istanti ricorda il suo particolare interesse per la luna e per quello che il cielo di agosto mostrava. Forse proprio quella luna costò la vita al diciannovenne.
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