Jois, nuovi misteri sulla morte La famiglia: «Vogliamo la verità»

1 Ottobre 2022

Lo studente universitario 19enne fu trovato annegato nelle acque di Punta Penna lo scorso 22 agosto «Troppi sospetti: forse è rimasto vittima in un gesto di iniziazione da parte di un gruppo esoterico»

VASTO. Ucciso per una iniziazione da un gruppo esoterico. La famiglia di Jois Pedone, lo studente universitario ritrovato senza vita il 22 agosto nel mare di Punta Penna è sicura che Jois non si sia suicidato, ma sia stato una vittima sacrificale. Lo ripetono dal giorno del ritrovamento e lo ribadiscono alla luce di elementi emersi nel corso delle indagini. Elementi che hanno convinto la Procura di Vasto ad aprire un fascicolo contro ignoti per "istigazione al suicidio". La nonna del ragazzo, Pia Regina, è sicura che Jois sia stato attirato in una trappola e vuole scoprire chi è stato. Lo zio Rino Pedone condivide le convinzioni della madre supportate da alcuni particolari.
I PARTICOLARI SOSPETTIQuando il corpo di Jois è stato trovato, il ragazzo aveva una zeta incisa sul volto. Impossibile che l'urto del corpo contro gli scogli possa avere inciso la lettera. Per la famiglia quella zeta potrebbe essere l'iniziale di Zeus. L'immersione di Jois potrebbe essere stato un sacrificio purificatore. I seguaci di Zeus pare facciano il rito una volta l'anno in riva al mare e con la luna calante. Esattamente come era la luna quella notte. Jois aveva legato alla caviglia un borsone pieno di sabbia. «Il borsone non era suo», dice la nonna, «e l'autista che lo ha portato in porto ha confermato che Jois aveva con sé solo un borsello con la macchina fotografica. Fatto ancora più grave», prosegue la donna, «la sabbia con cui era stato riempito il borsone non era la sabbia di Punta Penna. Lo hanno accertato le analisi. Quella sabbia è stata presa altrove da altri e messa nel borsone trasformato in zavorra», dice convinta Pia Regina. Altro particolare, Jois indossava una maglietta nera con la scritta "benvenuto". Benvenuto forse fra i seguaci?
L'APPELLOLa Procura indaga sulla presenza di presunti gruppi esoterici nel Vastese. Non è facile perché anche chi la notte in cui Jois morì era in porto, non parla. La famiglia ha lanciato una richiesta d'aiuto attraverso la trasmissione di Rai 3 “Chi l'ha visto?”. «Chi sa qualcosa ci aiuti», ha detto e ripete anche al Centro la nonna. Oggi il regista della trasmissione di Rai 3, Fabrizio Franceschelli tornerà a Vasto per raccogliere altri elementi utili allo scopo.
CHI ERA JOISLo studente universitario aveva superato brillantemente il primo anno alla facoltà di Economia a Parma. Per questo aveva ottenuto una borsa di studio. Estroverso e dinamico, a Parma condivideva un alloggio con due studentesse. Pochi giorni prima di morire era riuscito a trovare un appartamento più vicino alla facoltà e si accingeva al trasloco. Il 31 agosto sarebbe tornato a Parma. Jois aveva già acquistato il biglietto del treno. Incapace di oziare, aveva deciso di trascorrere le vacanze lavorando nel ristorante Il Trabocco Cungarelle. Anche sul lavoro non si risparmiava. Il 20 agosto, poche ore prima della morte, era riuscito a servire ben 50 clienti. Jois era il contrario di un giovane depresso e deciso a morire.
LE INDAGINItOgni segno trovato sul corpo dello studente sarà analizzato con scrupolo. Un altro oggetto sul quale è concentrata l'attenzione degli investigatori è la fune che il ragazzo aveva legato alla caviglia con un sofisticato nodo marinaro. Ma a nessuno risulta che Jois fosse così abile nel realizzare quel tipo di nodi. Particolari utili agli investigatori potrà darli il cellulare che il giovane aveva in tasca. Le ultime telefonate fatte da Jois potrebbero rivelare se aveva preso accordi e in caso affermativo con chi e perché. Per poter conoscere i tabulati occorrerà aspettare però almeno ancora un mese.
IL TASSISTAFra le persone convinte fin dall'inizio che non si trattasse di un suicidio c'è Nicola Grassi, il tassista che ha portato Jois a Punta Penna. Grassi ha raccontato che il ragazzo quella notte parlava con entusiasmo della sua esperienza universitaria e lavorativa. Lo studente prima di scendere gli ha detto che lo avrebbe richiamato per il ritorno a Vasto. Purtroppo non ha potuto farlo. A Punta Penna quella notte, nonostante l'ora tarda, c'erano altre persone. Qualcuno potrebbe aver visto Jois che incontrava chi lo avrebbe indotto al suicidio. «Chiedo giustizia per Jois», insiste Pia Regina decisa a scoprire chi le ha portato via la persona più cara che aveva al mondo. «Farò di tutto. Qualunque cosa per scoprire la verità», ripete la nonna.
©RIPRODUZIONE RISERVATA