Jois, nuovo appello dei familiari: «Dateci risposte sulla sua morte»

23 Gennaio 2024

Il corpo del 20enne universitario fu trovato tra gli scogli con una borsa-zavorra legata a un piede La nonna Pia: «Ci appelliamo all’umanità dei giudici che si occupano della scomparsa di mio nipote»

VASTO. «Ci sono silenzi che fanno male. Il silenzio che circonda le indagini su mio nipote, Jois Pedone, è lacerante».
Comincia così lo sfogo di Pia Regina, la nonna del 20enne studente universitario trovato senza vita fra gli scogli di Punta Penna la mattina del 21 agosto 2022.
«È trascorso un anno e mezzo senza Jois», ricorda la donna, «il mistero che circonda la morte di mio nipote è diventato insopportabile. Attraverso il Centro lancio un appello alla Procura di Vasto: per favore dateci una risposta. Se le perizie non hanno prodotto nulla è importante per noi saperlo. Il silenzio non ci permette di rassegnarci a un lutto così atroce».
Per la famiglia il dolore è diventato lancinante, acuito dal mistero che circonda la morte dell’universitario. Da un anno e mezzo la Procura di Vasto indaga per istigazione al suicidio. Al momento non ci sono indagati. I familiari sono però certi che Jois non si suicidò e confidano nella magistratura affinché la morte del loro caro non venga dimenticata e soprattutto non resti impunita.
Il corpo del giovane venne trovato in posizione verticale vicino a un trabocco con un borsone pieno di 40 chilogrammi di rena legato alla caviglia. Sul suo collo, stampata, una “zeta”, una sorta di marchio a fuoco. Il tragico ritrovamento stava per essere archiviato come suicidio. La famiglia del giovane, che frequentava la facoltà di Economia all’Università di Parma, è convinta che Jois sia morto a causa di un rito esoterico sfuggito di mano. Ma chi partecipò a quel rito? Chi legò alla sua caviglia il borsone-zavorra? Il cellulare del giovane finito in acqua è stato mandato a Bari per verificare la possibilità di recuperare i messaggi inviati e ricevuti da Jois nelle 24/48 ore precedenti la morte.
«I risultati della perizia sono stati consegnati alla Procura?», chiede la nonna. Tante ancora le domande rimaste senza una risposta. La Procura di Vasto ha più volte assicurato alla famiglia che è determinata a scoprire la verità e anche se coperte dal massimo riserbo le indagini proseguono. «Per noi è importante saperlo», dice nonna Pia. «Il timore che l'indagine possa essere archiviata è grande. Mi appello all'umanità dei giudici che si stanno occupando della morte di mio nipote», ripete Pia Regina.
La morte del nipote ha causato anche problemi di salute alla donna. «Sto male», conferma, «perché non riesco a rassegnarmi. Una tragedia così inaspettata deve avere una spiegazione. Jois non può essersi marchiato da solo il collo, né ha deciso di morire perché amava la vita ed aveva grandi progetti», conclude fra le lacrime Pia Regina.
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