Jois, si parte dalle ferite sul corpo: aggredito o impatto con gli scogli?

28 Agosto 2022

Domani a Chieti l’autopsia sul 20enne studente universitario trovato senza vita lunedì scorso in mare L’esame dovrà accertare se il giovane sia deceduto per annegamento o prima di cadere in acqua  

VASTO. Com'è morto Jois Pedone? Sarà l'autopsia disposta dal magistrato che coordina le indagini, il sostituto procuratore Vincenzo Chirico, a fare chiarezza sulle cause del decesso dello studente di 20 anni ritrovato lunedì scorso, alle 13, dagli uomini del Circomare nelle acque antistanti la spiaggia di Punta Penna, incastrato fra gli scogli. Il giovane si era fatto portare a Punta Penna da un taxi all'una di notte del 22 agosto. Con sé aveva solo una borsa e il suo cellulare. Dalle tre il cellulare è diventato irraggiungibile. Probabilmente è quella l'ora in cui Jois si è tuffato in mare. Quando è stato ripescato il corpo, alla caviglia di Jois era legata una fune agganciata ad una borsa piena di sabbia. La prima ipotesi degli investigatori è stata quella del suicidio. Ma la famiglia del ventenne non crede al suicidio.
«Va ringraziato il procuratore Vincenzo Chirico», dice il legale della famiglia del ragazzo, l’avvocato Carmine Di Risio «perché ha deciso di fare chiarezza su questa morte. Il magistrato ha disposto approfonditi accertamenti che alleviano il dolore dei familiari di Jois». L'autopsia sarà effettuata domani nell'obitorio dell'ospedale Santissima Annunziata di Chieti dal medico legale Marco Piattelli. Alla perizia sarà presente il consulente di parte Raffaele Ciccarese. La prima cosa che dovrà stabilire la perizia è se il giovane è morto per annegamento o prima di finire in mare. Da capire poi se i segni trovati sul suo corpo siano stati provocati dagli scogli contro i quali le onde hanno sbattuto il corpo o da altro.
Per alleviare il dolore della famiglia la Procura cercherà di ricostruire gli ultimi minuti di vita di Jois scoprendo cosa è successo. Fatti di cui, al momento, non si ha conoscenza. Oltre alla perizia esterna e autoptica, saranno effettuati anche accurati esami di laboratorio. Domani in serata, al termine degli accertamenti, il corpo del ragazzo dovrebbe essere riconsegnato alla famiglia, salvo emergano particolari che richiedano ulteriori approfondimenti. A rendere poco credibile la tesi del suicidio è la mancanza apparente di un movente. Jois non era depresso. Aveva già acquistato il biglietto per tornare a Parma e proseguire i suoi studi alla facoltà di Economia. Anche gli amici che aveva nella città emiliana e quelli che condividevano con lui un appartamento non riescono a credere che Jois abbia deciso di suicidarsi. Struggente il messaggio della nonna di Jois, Pia Regina, affidato a Facebook: «Jois, il mio amore era la mia vita. È stato ritrovato senza vita. Adesso faremo tutto affinché possa essere fatta chiarezza e giustizia. Faremo qualunque cosa per la verità».
A di là del lavoro che stanno facendo gli investigatori, è auspicabile la collaborazione di chi ha visto o ha parlato con Jois nei giorni e nelle ore precedenti la sua morte.
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