Jovanotti, salta il concerto: il caso in Procura e alla Corte dei conti

10 Agosto 2019

Tutti i motivi che hanno spinto il Comitato provinciale per la sicurezza a bocciare il progetto I carabinieri: «Al pm gli atti del Comune: potrebbero emergere profili penalmente rilevanti»

CHIETI. Il comitato provinciale per l’ordine pubblico, presieduto dal prefetto Giacomo Barbato, boccia il nuovo progetto sul concerto di Jovanotti: salta definitivamente per motivi di sicurezza l’evento più atteso dell’estate abruzzese, previsto per il 17 agosto. E mentre infuriano le polemiche, il caso finisce sul tavolo di Procura e Corte dei conti per iniziativa dei carabinieri, perché potrebbero esserci profili «penalmente rilevanti» in alcuni atti amministrativi del Comune. Enti e forze dell’ordine, fatta eccezione per il 118, hanno espresso tutti parere negativo. Il questore Ruggiero Borzacchiello ha ribadito i problemi sottolineati dai suoi funzionari durante la commissione di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo che si è riunita tre giorni fa.
FOSSO MARINO. La relazione dei carabinieri del comando provinciale di Chieti, guidati dal colonnello Florimondo Forleo, racchiude in 19 pagine le criticità riscontrate dopo l’analisi dettagliata di migliaia di atti consegnati al comitato. «Indipendentemente da qualsiasi tipo di manutenzione, lavoro, bonifica effettuata, perizia idrogeologica, la presenza di Fosso Marino rappresenta un rischio per la manifestazione», si legge sul documento, «elemento che rende impossibile, a parere dello scrivente, autorizzare il concerto in quell’area, anteponendo anche un infinitesimale (in realtà ben superiore) rischio per una singola vita umana a qualsiasi ragione economica o di immagine per la comunità vastese». In questo senso, i carabinieri forestali hanno inviato in Procura un’informativa sui lavori di sistemazione avviati dal Comune nell’area del fosso.
LA VIABILITÀ. I militari dell’Arma hanno rilevato una sfilza di criticità «circa le uscite di sicurezza, il numero degli agenti della polizia municipale, il numero dei volontari e le aree parcheggio». Scendendo nei dettagli, a creare le maggiori preoccupazioni è stata la viabilità, in una giornata da bollino rosso. Nel piano si cita testualmente: «La strada statale 16 sarà percorribile nell’intero attraversamento cittadino e non subirà interruzioni». Ma questa affermazione, secondo i carabinieri, «appare difficilmente conciliabile con il traffico delle persone residenti e dei turisti e la situazione già caotica sulla statale 16, che in quella giornata sarà particolarmente utilizzata dal traffico pesante in relazione della chiusura dell’autostrada a questi mezzi».
AREE DI SOSTA. I parcheggi «non rispecchiano le linee dettate dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti», mentre – nonostante il parere già negativo – «è stato riproposto il parcheggio da 2.500 posti nel terreno situato sulla statale 18, nei pressi dell’hotel Palace, che costringe coloro che ne usufruiscono ad attraversare la statale 16, come anche gli spettatori a piedi nella fase sia di arrivo che di deflusso dal concerto». Concludendo la valutazione degli aspetti tecnici, i carabinieri rimarcano che «l’area del concerto si affaccia direttamente sul centro abitato, senza alcuna area di prefiltraggio», e rimettono «alle valutazioni di ognuno dei membri del comitato le conseguenze di un evento che provocasse un deflusso improvviso degli spettatori in pieno centro abitato, indipendentemente dai varchi, come avvenne a Torino nei drammatici eventi del 3 giugno 2017». Tirando le somme, «tutti questi elementi, oltre a indicare che non sono state risolte molte delle problematiche già rappresentate in occasione del diniego al primo progetto, dimostrano una carenza progettuale sia con la statale 16 chiusa che con la stessa arteria aperta, con importanti e difficilmente sanabili rilievi tecnici, circostanza che potrebbe chiaramente indicare oggettivamente e obiettivamente non realizzabile l’evento in quello specifico sito prescelto da Comune e società organizzatrice Trident». L’area in questione va dall’hotel Bristol a sud fino al pontile a nord.
GLI EFFETTI SPECIALI. Nel progetto inviato dalla società, è specificato che – durante lo spettacolo – «sono previsti effetti speciali che producono fiamme di fuoco naturale alte circa 8 metri, nonché la presenza di bidoni di fuoco». Il dirigente del servizio urbanistico del Comune ha autorizzato l’«utilizzo di fuochi artificiali freddi, che non prevedono combustibile e fiamme, ma solo delle polveri di farina di riso colorata». L’Arma considera «estremamente grave» che il Comune «abbia fatto propria, inviandola in prefettura», la relazione sugli effetti speciali presentata dagli organizzatori che prevede, nonostante le prescrizioni, «fiamme naturali e uso di combustibili».
LE SPESE. La Trident, ricordano i carabinieri, ha fatto una serie di richieste al Comune: fornitura elettrica (12mila euro), 20 torri faro (13.500 euro), transenne (4.757 euro), delimitazioni per l’area della manifestazione (8.700 euro), boe, galleggianti e presidi di salvataggio (2.929 euro). Dalla Regione, invece, sono arrivati 80mila euro.
IL TAVOLO TECNICO. Per i militari, il tavolo tecnico istituito dal Comune ha avuto la funzione «di mera agevolazione di un progetto privato», considerando anche che – contrariamente a quanto contenuto nella delibera istitutiva – non sono mai stati invitati a partecipare i rappresentanti delle forze dell’ordine.
LE RICHIESTE. Il colonnello Forleo, oltre a richiedere al prefetto l’invio del verbale in Procura, ha informato che trasmetterà «una segnalazione» alla procura della Corte dei conti «in relazione agli eventuali aspetti contabili della vicenda correlate alle citate spese e assegnazione di fondi».
COMUNE E ORGANIZZATORI. L’ad della Trident, Maurizio Salvadori, ha dichiarato «di aver riscontrato una mancanza di collaborazione da parte degli organi istituzionali, in quanto solo oggi viene comunicato che il 17 agosto è giornata caratterizzata da bollino rosso». La replica di carabinieri e polizia non si è fatta attendere: «In tutte le riunioni è stata rappresentata questa criticità e il calendario dei giorni critici per la circolazione stradale è noto sin dall’inizio dell’anno». L’avvocato del Comune, Alfonso Mercogliano, ha affermato «di non condividere le considerazioni evidenziate circa le presunte irregolarità in ordine alla documentazione presentata dal Comune di Vasto».
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