L’abbraccio degli avvocati per l’addio a Nicolucci

Una folla commossa ai funerali del legale di 46 anni trovato morto in casa L’appello della presidente dell’Ordine: «Nessuno deve essere lasciato solo»
LANCIANO. «Il gesto di Giacomo sia di insegnamento a tutti noi avvocati. Dobbiamo ristabilire le regole della colleganza, di affetto e rispetto reciproci, perché nessuno sia più lasciato solo davanti ai suoi problemi». È l’appello accorato che la presidente dell’Ordine degli avvocati di Lanciano, Silvana Vassalli, lancia nel giorno dell’addio a Giacomo Nicolucci, il legale frentano che venerdì, a 46 anni, ha scelto di togliersi la vita. Sono gremiti di colleghi e amici la cappella e il viale del cimitero di via Della Pace, per l’ultimo saluto all’avvocato e docente universitario che aveva fatto della passione per l’ambiente e il diritto il suo stile di vita e lavoro. Il feretro arriva alle 11 al camposanto, portato a spalla, tra gli altri, dal direttore del Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, il colonnello Luciano Sammarone. Ci sono il presidente del tribunale dell’Aquila, Ciro Riviezzo, l’ex sottosegretario regionale Mario Mazzocca, il sindaco Mario Pupillo e tanti colleghi del foro frentano, scosso da questa immane perdita. Gli avvocati poggiano sulla bara in legno chiaro la toga, indossata tante volte da Nicolucci nei 18 anni di carriera. Tutti si stringono attorno al dolore dei familiari, la moglie e collega Marina, i genitori Aldo ed Egidia, il fratello Carlo. A casa c’è il piccolo Danilo, 3 anni a febbraio.
«Mi piace ricordare l’amore di Giacomo per la natura», dice nell’omelia don Leo Di Felice, «si occupava di ambiente nella sua totalità. Giacomo ha lasciato un vuoto immenso in tutti noi, in tutta la città, ma il suo sorriso, la sua giovialità, la sua ironia, la sua professionalità, rimangono per sempre scolpiti nel nostro cuore». «È un lutto non solo per l’avvocatura frentana e abruzzese, ma per quella nazionale», sottolinea Vassalli, che poi lancia un monito: «Ti abbiamo voluto bene Giacomo, anche se resta il cruccio di non aver saputo ascoltare la tua sommessa richiesta di aiuto. Lo dico a tutti i colleghi, il gesto di Giacomo sia di insegnamento: non è da vigliacchi chiedere aiuto».
Cordoglio anche dal mondo universitario. «Non doveva andare così, non volevamo perderti», legge un messaggio uno studente di diritto dell’ambiente, materia che Nicolucci insegnava all’università Carlo Bo di Urbino, «avevamo bisogno della tua solida competenza». Anche i colleghi dell’università di San Marino, in cui era docente nel corso di alta formazione per tecnico forense, ricordano «l’amico, collega e professionista di valore. Aveva una competenza unica sulla gestione dei parchi, delle aree naturali protette, del diritto amministrativo dell’ambiente. L’entusiasmo per la ricerca scientifica, la salvaguardia degli ecosistemi, della fauna, rendono ancora più incomprensibile la sua scomparsa».

