L’abbraccio della città a Spinozzi

3 Ottobre 2017

In tanti ai funerali del fotografo morto a 91 anni. Il parroco: sentiremo la mancanza

CHIETI. Rinaldo Spinozzi non potrà mai andare via per sempre. Perché ha rappresentato un pezzo di storia della città, un uomo che resterà nella mente e nei cuori dei tantissimi cittadini, conoscenti e amici che ne hanno saputo apprezzare il valore anche attraverso le sue fotografie. Tutti coloro che ieri, nella chiesa di San Francesco Caracciolo, gli hanno dato l’ultimo saluto insieme ai familiari: Spinozzi si è spento a 91 anni, dopo aver raccontato attraverso le immagini quello che Teate fu e ciò che è diventata nel corso del tempo. Tra i banchi della chiesa, mentre si celebrava il rito funebre, anche il sindaco Umberto Di Primio con i tanti commercianti della città per i quali lo storico fotografo resterà un esempio. In prima fila, tra gli altri, i figli Kira, Dino, Tiziana, dello storico ristorante la Grotta del Cavallone, Ivonne, infermiera professionale Asl, e Rinaldo, ottico optometrista che ha proseguito l’attività del padre trasformandola poi interamente in ottica, nella sede di piazza Vico. Vicini a loro pure i 13 nipoti e i 7 pronipoti. «I nostri genitori sono come le nostre radici. Quando li perdiamo sembra che queste vengano recise» ricorda invece il parroco don Michele Panissa, «una mancanza che si farà sentire sicuramente in tanti. Salutando Rinaldo accogliamo questa sua ultima parola: farci piccoli per poter stare insieme».
«Era instancabile», ricorda il genero Walter Di Leo, «dedicava 18 ore al giorno alle foto, passava intere nottate a stampare immagini. Stava tra la gente, fotografava le persone in giro per la città e amava esporre nella sua bacheca i volti dei personaggi e della gente comune, i luoghi più caratteristici». Una passione che investiva ogni angolo della realtà più vera: «Era il fotografo ufficiale delle scuole» continua Di Leo, «fu proprio lui a scattarmi la prima foto di classe». Un lavoratore di cui molti hanno riconosciuto la professionalità, anche da fuori città: «Ha svolto tanti servizi fotografici per le prime messe, venendo chiamato direttamente da Roma», aggiunge il genero, «ha immortalato innumerevoli matrimoni, credo che poca gente si sia sposata senza un suo servizio fotografico». Professionista che fu anche pioniere: «È stato uno dei primi ad inventare la fotografia sul mare» prosegue Di Leo.
Edoardo Raimondi
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