L’Abi: vendita all’asta e in tempi rapidi

25 Novembre 2015

Il presidente dei banchieri Patuelli: l’obiettivo è aggregare gli istituti ad altri gruppi italiani o esteri

CHIETI. Per le 4 banche salvate attraverso il Fondo di Risoluzione con fondi privati, il presidente del'Abi, Antonio Patuelli auspica una vendita tramite procedura d'asta in tempi rapidi in modo che vengano aggregate ad altri gruppi italiani o esteri. Si tratta delle «aggregazioni più urgenti in questo momento» e che vanno distinte dai casi Mps o dei due istituti veneti (Popolare Vicenza e Veneto banca). Patuelli ha ricordato come «è importante che il piano di salvataggio permetta alle banche ad Arezzo, Chieti, Ferrara e Jesi di aprire oggi il portone e che si sia evitato il bail in dei depositanti». Patuelli ha rilevato che le aggregazioni o cessioni dei 4 istituti non sono avvenute nei mesi scorsi per mancanza di compratori reali «altrimenti non avremmo dovuto salvarle» ma ora grazie agli strumenti messi in campo con la risoluzione come la bad bank nella quale confluiranno le loro sofferenze «spero ci siano dei soggetti interessati». Operazioni che «spero avvengano con il minor impatto possibile sui dipendenti». Si discute intanto sull’iter del decreto varato dal governo domenica. Inserire il salva banche in manovra è «tecnicamente possibile» ha dichiarato il presidente della Commissione Bilancio della Camera, Francesco Boccia, interpellato sulla possibilità di far confluire nella legge di stabilità il decreto varato in Consiglio dei ministri.

«Se si farà» ha aggiunto Boccia «dipenderà dalle valutazioni politiche di maggioranza e governo. Fuori luogo e complicato, invece, inserire altri decreti che hanno caratteristiche da omnibus».