L’Aca batte cassa: il Comune deve darci otto milioni di euro
L’azienda dell’acqua incontra il sindaco per chiedere il pagamento del maxi debito: Ferrara tenta la rateizzazione
CHIETI. Tornano le polemiche sugli 8 milioni di euro di debiti con l’Aca. L’amministrazione comunale incontra via web il vertice aziendale Aca ma non riesce a parlare di altro che del contenzioso tra i due enti. Impossibile affrontare il problema delle bollette pazze o degli interventi per potenziare la rete idrica soprattutto a Chieti Scalo. Aca mette subito sul banco il maxi debito e presenta il conto al Comune. L’incontro si è svolto via internet la scorsa settimana.
A parlare per conto dell’azienda consortile acquedottistica c’era la presidente Giovanna Brandelli. Dall’altra parte del computer c’erano invece il sindaco Diego Ferrara, l’assessore Enrico Raimondi e il presidente del consiglio comunale Luigi Febo. L’incontro era stato voluto da Ferrara a seguito dell’ultimo consiglio comunale in cui il consigliere Giampiero Riccardo aveva portato in aula un ordine del giorno sul caso delle bollette pazze, poi condiviso anche dai gruppi di maggioranza e approvato con la sola astensione del gruppo consiliare Lega.
A seguito dell’approvazione Ferrara ha chiesto spiegazioni all’Aca che però ne ha approfittato per cercare di battere cassa, richiedendo indietro gli 8 milioni. Il contenzioso Aca-Comune risale in là negli anni. Secondo l’Aca, quando il Comune gestiva in proprio il servizio idrico, inviava ai contribuenti bollette molto basse, perché, spiega Brandelli, «non tenevano conto dell’obbligo di remunerazione della depurazione, della materia prima e delle manutenzioni». E dunque la presidente è tornata subito a richiedere ciò che pensa sia legittimamente dovuto ad Aca. E lo ha fatto anche con le maniere forti. Ci sarebbe stato, infatti, già un decreto ingiuntivo che Aca avrebbe fatto valere davanti a un giudice. Il tribunale di Pescara, tuttavia, ha dichiarato la propria incompetenza territoriale, stabilendo che l’organo competente sia quello di Chieti e revocando il decreto ingiuntivo. Ma per un Comune sull’orlo del dissesto economico e finanziario un debito da 8 milioni di euro potrebbe essere più che sufficiente a fargli dichiarare default. E se succedesse una cosa del genere, alla fine non converrebbe neanche ad Aca. È stato questo l’argomento che l’assessore Raimondi ha sollevato nel corso dell’incontro per fronteggiare le legittime richieste dell’azienda acquedottistica. Se, invece, la Corte dei Conti dovesse autorizzare l’iter di pre-dissesto avviato dal Comune, l’amministrazione potrebbe iniziare a ripianare tutti i suoi debiti. Ovviamente non tutto e subito. Ma attraverso una rateizzazione con i maggiori creditori, come Aca. E così alla fine il vertice con la presidente Brandelli si è chiuso con l’accordo di massima su un piano di rateizzazione del debito da spalmare nel tempo.
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