L’accoglienza turistica a palazzo D’Avalos

7 Marzo 2015

La proposta del Comune in alternativa al trasferimento degli uffici in periferia. La Regione dice sì

VASTO. L’amministrazione comunale si oppone al trasferimento dell’ufficio Iat (Informazione ed accoglienza turistica) in via Michetti e propone in alternativa i locali di Palazzo D’Avalos che hanno ospitato l’Urp (ufficio relazioni con il pubblico). E’ di questo tenore la controproposta fatta dal vice sindaco Vincenzo Sputore al direttore del dipartimento Trasporti, mobilità, turismo e cultura della Regione Abruzzo, Giancarlo Zappacosta nel corso di una recente riunione che il funzionario ha avuto con gli amministratori delle principali città abruzzesi. «L’ufficio di informazione ed accoglienza turistica deve restare nel centro storico», ribadisce Sputore, «trasferirlo in via Michetti, in una sede periferica e decentrata, non ha senso. Proprio per questo ho ribadito la volontà dell’amministrazione comunale di mettere a disposizione i locali di Palazzo D’Avalos che distano poche decine di metri da piazza Del Popolo dove è attualmente collocato lo Iat. La proposta è stata accolta con favore dal dirigente regionale al quale avevo già prospettato questa soluzione in una lettera», aggiunge il vice sindaco, convinto che non dovrebbero esserci problemi.

Intanto Sputore, che è anche delegato al Turismo, ha effettuato un sopralluogo a Vasto Marina insieme all’assessore ai Servizi Marco Marra e al presidente del Consorzio di albergatori, Michele Di Chiacchio, per rendersi conto della situazione di completo abbandono del lungomare e di viale Dalmazia dove campeggiano i monconi delle palme distrutte dal punteruolo rosso.

L’insetto killer ha fatto strage di palme riducendo a mal partito le rigogliose chiome. «Le piante vanno abbattute e sostituite con nuove essenze», spiega Sputore, «va inoltre garantita la pulizia della spiaggia e la sistemazione del verde. Per Pasqua Vasto Marina deve essere pronta ad accogliere i primi turisti».

Nei giorni scorsi erano stati i residenti e i commercianti a segnalare lo stato di abbandono della riviera, lanciando, in maniera molto provocatoria, l’idea di un “funerale” con tanto di bara e carro funebre. Un modo come un altro per attirare l’attenzione dell’amministrazione comunale, nella speranza che non si arrivi come al solito impreparati a ridosso della stagione balneare.

Anna Bontempo

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