L’acqua benedetta? All’ospedale esce da un dispenser

25 Marzo 2017

CHIETI. Via la vecchia acquasantiera dalla cappella dell’ospedale di Chieti. Troppi germi, e una patina che si formava sul fondo, hanno convinto padre Renato Salvatore, camilliano approdato da sei...

CHIETI. Via la vecchia acquasantiera dalla cappella dell’ospedale di Chieti. Troppi germi, e una patina che si formava sul fondo, hanno convinto padre Renato Salvatore, camilliano approdato da sei mesi al Santissima Annunziata col ruolo di cappellano, a sostituirla con un moderno dispenser di acqua benedetta (nella foto). Secondo quanto afferma la Asl in una nota, dunque, «rinunciare alla ritualità di un gesto antico (come quello di bagnarsi la mano e farsi il segno della croce, ndr)diventa opportuno, se non necessario, per ragioni di igiene». E così, per farsi il segno della croce, chi entra nella cappella non trova più l’acquasantiera, ma un dispenser in metallo che contiene acqua benedetta. «Nella pulizia della vasca in tante occasioni ho riscontrato una patina sul fondo», spiega il sacerdote, «dove facilmente possono svilupparsi microrganismi dannosi per la salute. Un rischio a cui non possono essere esposti quanti frequentano un ospedale, che siano degenti, visitatori o pazienti esterni, potenziali moltiplicatori di infezioni che possono essere evitate facendo ricorso a un più igienico dispenser. Certo è privo di qualunque valore artistico o di pregio, ma garantisce ugualmente la funzione fondamentale di mettere a disposizione dei fedeli l’acqua benedetta, un sacramentale importante nel gesto del segno di croce per implorare la grazia divina».