L’addio a Fabio riempie Mater Domini

Folla ai funerali del giovane motociclista. Padre Lorenzo: «L’età si misura dagli amici». Il ferito è ancora in ospedale
CHIETI. Il rombo dei motori ad accompagnare il carro funebre. E poi, all’arrivo nella chiesa di Mater Domini, un silenzio quasi surreale. Circa 500 persone ammutolite di fronte al dolore per la morte di Fabio D’Ettorre, trentatreenne teatino con la passione per le motociclette, morto domenica scorsa in un incidente stradale sulla statale 80 nei pressi di Arischia, durante uno dei consueti giri in moto con gli amici, alla volta del Passo delle Capannelle. 22 centauri hanno affiancato il carro funebre all’arrivo ieri pomeriggio nella chiesa di Mater Domini per i funerali celebrati da padre Lorenzo Polidoro. Indossavano magliette blu con su scritto “Ciao sberla”. Lo chiamavano così Fabio, ragazzo dal carattere solare e dal sorriso pronto, in maniera simpatica e affettuosa. Un saluto che padre Lorenzo ha fatto ripetere ad alta voce ad inizio del funerale e che è risuonato anche alla fine della messa.
Terminata la cerimonia religiosa, infatti, davanti alla mamma Anna, al padre Alberto, alla sorella Manuela e al fratello Marco, hanno preso posto sull’altare una quarantina di amici di Fabio, tutti con la stessa maglietta blu. Una ragazza del gruppo ha preso la parola al microfono per recitare un commovente saluto da parte degli amici, che testimoniava che non avrebbero mai dimenticato Fabio, che non sarebbe mai diventato “l’ombra di un fantasma” e che sarebbe rimasto sempre nei loro cuori. La stessa cosa aveva detto padre Lorenzo nella sua predica, che anche in questa occasione si è dimostrata lontana dai cliché e mai banale. Tra le altre cose a un certo punto padre Lorenzo ha citato un proverbio arabo che dice che «l’età non si misura dagli anni ma dagli amici che si hanno». E così dicendo ha invitato i coniugi D’Ettorre ad alzarsi per vedere quanto fosse piena la chiesa, sovraffollata come non mai e con tante persone rimaste pure fuori. Loro lo hanno fatto con un po’ di titubanza e sono stati ripagati da un lungo e sentito applauso. In chiesa, affranto dal dolore, c’era anche Mauro, il terzo amico che quella maledetta domenica era partito da Chieti verso l’Abruzzo interno insieme a Fabio e all’altro amico Sandro Di Gregorio, che sulla sua Benelli era subito dietro la moto di Fabio e che per questo motivo è rimasto coinvolto anche lui nell’incidente. Di Gregorio, 45 anni di Chieti, ha dovuto subire un intervento ed è ricoverato all’ospedale di Avezzano. Appena sarà in grado di parlare aiuterà a fare luce sul perché la Yamaha dell’amico ha urtato il muretto che costeggia la carreggiata finendo a terra. Al termine del funerale le 22 moto (alcune anche di appartenenti al motoclub Gost di cui Fabio aveva fatto parte in passato) sono ripartite facendo da staffetta al carro funebre. Sulla cassa, insieme ai tanti fiori bianchi, hanno lasciato il loro saluto: la maglietta con la scritta “Ciao sberla”. (a.i.)

