L’addio a Lorenzo tra tanta gente e sulle note di Vasco

16 Giugno 2018

Tollo. Negozi chiusi alle esequie del giovane morto nell’incidente Don Joseph: momento difficile. L’amico Alessandro: cuore generoso

TOLLO. Lacrime e dolore. È un addio commosso quello che la comunità tollese ha tributato a Lorenzo Polidori, il ventiseienne deceduto domenica sera nel terribile incidente stradale verificatosi a Canosa Sannita. Una marea umana ha partecipato ai funerali del giovane in un venerdì di lutto a Tollo, paese spettrale con le saracinesche delle attività commerciali abbassate in segno di cordoglio verso la famiglia del ragazzo. Parenti, amici e conoscenti si interrogano sul perché si debba morire così giovani, ma «inutilmente cercheremo una logica», ha sottolineato all’inizio della messa il parroco Joseph Koren Jose, che ha celebrato le esequie insieme a don Carmine Miccoli.
Un tragico destino ha voluto che Polidori fosse un passeggero di quell’auto che, invadendo la corsia opposta e poi ribaltandosi, ha provocato due giovanissime vittime. «Non avremmo mai voluto essere qui a piangere per Lorenzo», ha detto il parroco nella gremita chiesa Maria Santissima Assunta. All’interno c’erano tanti nonni, mamme e papà con le lacrime agli occhi per una grave perdita che ha toccato tutto il paese. E poi erano presenti decine di ragazzi che conoscevano il ventiseienne: gli amici lo chiamavano “Pomodoro”, un nomignolo che riappare anche in diversi manifestini funebri che in questi giorni sono stati affissi. C’erano i compagni di mille avventure, quelli che non lo hanno lasciato da solo nemmeno all’entrata ed uscita dalla chiesa tanto da portare sulle spalle la sua bara.
La salma è arrivata in piazza Caduti di Nassiriya alle 16,30 e da lì il corteo funebre si è diretto verso la chiesa con in testa i genitori di Polidori, Antonio e Nella, che si trascinavano affranti dal dolore. «È un momento difficile», ha continuato a ripetere padre Joseph Koren Jose all’inizio della messa, terminata con un ricordo degli amici. Sull’altare sono saliti alcuni di loro, abbracciati e con lo sguardo basso mentre Alessandro Carinci leggeva delle frasi scritte su un foglio in questi giorni. Proprio Carinci è uno degli amici più stretti della vittima: due ragazzi che abitavano a poca distanza l’uno dall’altro e che, come lui stesso ha ricordato, «abbiamo trascorso gli anni più spensierati. I genitori ti hanno insegnato i valori della vita, la cultura del lavoro», ha aggiunto. «Affrontiamo emozioni per cui non eravamo ancora pronti, piangiamo per il tuo cuore generoso». Ed ancora: «Si sente solo il suono del silenzio, ciao Pomodò». La lettera si è chiusa con un applauso generale che ha riecheggiato nella chiesa.
All’uscita, mentre la bara veniva portata ancora dagli amici, un altro scrosciante applauso ha salutato Lorenzo mentre i palloncini bianchi venivano lanciati in cielo. Il corteo funebre, poi, si è diretto nuovamente verso Piazza Caduti di Nassiriya dove dalla radio di un’automobile risuonava ad alto volume la musica di Vasco Rossi ad accompagnare l’addio al ventiseienne. “Siamo solo noi” sono le parole che la rockstar canta e che gli amici del compianto Lorenzo hanno scelto per salutarlo.
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