L’addio a Marini con la maglia dell’Inter

Giuliano Teatino, chiesa gremita per il re del mobile morto a 55 anni. I figli: ci ha insegnato a sognare e ad vere coraggio
GIULIANO TEATINO. Un mazzo di rose rosse sulla cassa e una maglietta dell’Inter, la squadra del cuore, con su scritto il suo nome. Così Giuliano Teatino ha salutato Marino Marini, imprenditore giulianese scomparso a 55 anni. Un infarto lo ha strappato all’affetto dei suoi cari, a cominciare dai figli Pina, Mattia e Giulio che in uno dei tanti manifesti mortuari che hanno tappezzato il paese hanno scritto di aver imparato dal padre «a sognare» e di aver appreso anche il significato della parola «coraggio». E il coraggio, anche imprenditoriale, a Marino Marini certo non mancava. Diplomatosi ragioniere, il padre Peppino, titolare di un piccolo negozio di mobili nel centro di Giuliano, spronò il figlio a partecipare a qualche concorso per trovarsi un lavoro. Ma lui rispose sicuro che il lavoro già ce l’aveva, era quello avviato dal padre. Creò così la Marino Marini arredamenti, oggi Pmg e molte altre attività collaterali. Fino a qualche decennio fa l’azienda andava molto bene, anche con vendite all’estero, poi la crisi non mancò di fare sentire il suo peso. «Ha saputo sopportare tante di quelle cose, soprattutto se poi si apre un’attività così forte come la sua», ha detto dal pulpito don Rocco Calabrese, parroco di Giuliano. La chiesa era piena e molta gente è rimasta in piedi. Spiccava la presenza di tanti giovani, amici dei figli, e anche giocatori di calcio. L’imprenditore del mobile, infatti, il calcio lo sosteneva anche sul territorio. Per la squadra del suo paese, l’Adriano Flacco, ha fatto moltissimo, spendendo anche cifre da capogiro per campionati minori. Negli ultimi tempi si era dedicato invece alla squadra del Miglianico, dove aveva giocato uno dei figli, e di cui aveva ricoperto ruoli dirigenziali. Proprio l’impegno a sostegno dello sport locale è stato ripercorso da Mario Flacco, ex presidente dell’Adriano Flacco, che a nome degli amici ha preso la parola in chiesa per ripercorrere quei «momenti bellissimi» passati insieme al patron. E infatti portò fuoriclasse come Corrado Baglieri, che aveva militato nella Roma, e Riccardo Paciocco, campione di Vacri che aveva giocato nel Milan. . «Giuliano Teatino perde un concittadino importante, che per me era anche un amico», ha detto il sindaco Nicola Andreacola che nella sua maggioranza consiliare può contare sul figlio dell’imprenditore, Mattia Marini. «Per alcuni anni ha fatto davvero sognare tutta Giuliano, un paese di 1.300 persone con una grande squadra di calcio. Ma non solo. Vorrei ricordare anche il suo impegno per le feste patronali. Oggi perciò salutiamo un amico di tutto il paese». In chiesa erano presenti anche il senatore Antonio Razzi con la moglie, il sindaco di Ari, Marcello Salerno, imparentato con la famiglia Marini, e il consigliere regionale Lucrezio Paolini che ha ricordato gli anni della scuola superiore che univa generazioni di giulianesi, anche se frequentavano scuole diverse, per il fatto che prendevano tutti il bus dell’Arpa per andare alle superiori a Chieti. «La nostra generazione», ricorda Paolini, «fece una battaglia per chiedere l’impiego della nuova linea dell’Arpa e Marino era uno dei capobanda. Una volta organizzammo uno sciopero e bloccammo gli autobus in piazza San Giustino. Un’altra volta tutti i passeggeri, eravamo tutti studenti, si rifiutarono di pagare il biglietto per protesta. Ci portarono in blocco in questura. Ma alla fine l’abbiamo avuta vinta noi».

