L’addio a Nello, il ciclista grande amico di Bartali

15 Maggio 2016

TOLLO. «Ora dal gradino più alto del podio, potrai sorridermi ancora tra bici e baci, i miei». Con una commozione che a stento è riuscito a mascherare, Matteo Brunetti ha salutato dall’altare della...

TOLLO. «Ora dal gradino più alto del podio, potrai sorridermi ancora tra bici e baci, i miei». Con una commozione che a stento è riuscito a mascherare, Matteo Brunetti ha salutato dall’altare della chiesa Maria Santissima Assunta il nonno, Nello Di Mauro (nella foto), decano dei ciclisti abruzzesi.

Il paese ieri mattina si è stretto attorno al lutto che ha colpito la famiglia del 92enne che partecipò alla prima edizione del trofeo Matteotti, il primo maggio 1945. Amico di Gino Bartali, che nel 1956 andò a fargli visita nella sua casa di Tollo tra l'incredulità dei suoi compaesani, e pilastro della storia ciclistica del dopoguerra, Di Mauro era stato insignito del titolo di Cavaliere del Lavoro. Ieri si sono celebrati i funerali con una messa officiata da don Celestino Verna e padre George Joseph Olickal. Il destino ha voluto che l'ex corridore morisse nella clinica De Cesaris di Spoltore nel giorno in cui il Giro d'Italia transitava nel suo Abruzzo con l'arrivo in quota a Roccaraso. La passione per la bici ha accompagnato tutta la vita dell’ex ciclista, che ha corso per 65 anni, fino al 2003.

A conclusione della messa sono state lette le riflessioni dei due nipoti di Di Mauro, Matteo e Maura, terminate in entrambi i casi con l'applauso dei numerosi partecipanti alla cerimonia funebre. Ed anche il primo cittadino Angelo Radica ha voluto omaggiarlo: «Ha rappresentato una vera icona dello sport tollese, testimone di uno sport sano e fatto di passione. Una persona di alto profilo e amico di tutti. È stato prodigo di consigli anche su come amministrare bene». (a.s.)