L’addio al prof tra lacrime e rose bianche

25 Agosto 2019

Basilica piena per l’ultimo saluto a Riccardo Iannucci trovato morto a San Vito. I colleghi: «Chiedeva scusa per tutto»

LANCIANO. «Ora Riccardo starà sicuramente camminando felice, con il suo passo leggero e con ali finalmente vere, in un posto bellissimo». Con queste parole lette da una insegnante, si è chiuso il funerale di Riccardo Iannucci, il 44enne professore di lingue di Lanciano, trovato morto al Belvedere mare-monti di San Vito all’alba di mercoledì. Lacrime e incredulità, dolore e commozione si sono mescolati a piccoli sorrisi nel ricordare una persona speciale come Iannucci. “Starà sicuramente sorridendo da lassù”, dice un’amica nell’attendere che la bara chiara, coperta da rose bianche e fresie, entrasse nella basilica della Madonna del Ponte. «Era gentile, discreto, sempre disponibile e col sorriso», aggiunge una collega.
Iannucci ha insegnato lo scorso anno spagnolo all’istituto De Titta-Fermi. In chiesa c’erano molti studenti a tributargli l’ultimo saluto. Un prof molto amato perché sapeva stare con i ragazzi. Di ruolo a Roma, aveva appena vinto un concorso per insegnare all’estero: poteva partire per il Messico o il Portogallo. Un viaggio che lo avrebbe reso felice visto che uno dei suoi sogni era proprio quello di insegnare all’estero. Le lingue, inglese e spagnolo, erano da sempre la sua passione. «Era bravissimo a scuola», dice un amico del liceo. E gli amici del Classico si sono stretti al dolore della famiglia, della mamma Luciana, del papà Aldo, del fratello Fausto e della nonna Matilde che Riccardo adorava.
«Non bisogna aver paura della morte», dice don Angelo Giordano durante l’omelia, «e superarla facendo leva sulla parte buona che abbiamo, sulla fede. Guardiamo avanti e continuiamo a vivere».
Sono due colleghe a ricordare il professore dal sorriso gentile. «Quando penso a Riccardo vedo gli occhi profondi di un bambino che sa ancora meravigliarsi», dice commossa una collega, «penso al suo sorriso gentile, alla sua discrezione ed educazione. Sembra chiedesse sempre scusa per tutto. Mi viene in mente il suo modo di muoversi silenzioso, come se attraversasse a passo leggero questa vita. Il passo leggero delle persone sensibili e speciali». Poi un ricordo legato agli esami e la certezza: «Riccardo starà sicuramente camminando felice con il suo passo leggero e con ali finalmente vere in un posto bellissimo».
Una morte che ha lasciato sgomenti, avvenuta come accertato dall’autopsia di venerdì mattina a Chieti, per morte cardiaca: infarto o aritmia. Un malore che lo ha colto all’improvviso senza lasciargli via di scampo. Non ha subito aggressioni, né violenza. Ma l’inchiesta della Procura di Lanciano va avanti, almeno fino a quando non ci saranno i risultati degli esami istologici e tossicologici e per capire se Riccardo fosse solo o magari poteva essere aiutato. I carabinieri di Ortona hanno acquisito i filmati di telecamere pubbliche e private che hanno ripreso Ricky nel pomeriggio di martedì e sentito familiari e amici.
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