L’addio all’operaio tra lacrime, palloncini e note di Lady Gaga

Ortona. Malore letale in fabbrica: chiesa gremita per Gollino Don Gianni: «Con la tua musica animerai le feste in Paradiso»
ORTONA. Le lacrime e il dolore dei familiari di Massimo Gollino scalfiscono i cuori della comunità ortonese, accorsa in massa per salutare un altro giovane figlio di questa città troppo presto strappato alla vita. In un uggioso sabato di metà novembre, davanti alla chiesa di Santa Maria di Costantinopoli, si radunano tantissime persone per assistere alla cerimonia funebre del 44enne, deceduto all’ospedale Santo Spirito di Pescara dopo aver accusato un malore improvviso durante il suo turno di lavoro alla Sangro Meccanica srl di Fossacesia, azienda dell’area industriale della Val di Sangro. Ci sono familiari, amici, colleghi, i compagni di scuola dei suoi due figli Lorenzo e Giulia e anche il sindaco Leo Castiglione.
Sguardi persi e increduli accolgono sotto una leggera pioggia l’arrivo del feretro bianco su cui poggiano rose dello stesso colore. Difficile accettare una tragedia simile. La bara viene accompagnata a spalla in chiesa dove risuonano le parole di una canzone di Lady Gaga dal titolo Million Reasons. Un «Ciao Massimo» viene urlato al termine del brano e all’interno della chiesa gremita scatta un sentito applauso. Ha così inizio la funzione religiosa, officiata da padre Juan José Mancia insieme al viceparroco don Angelo e al salesiano don Gianni.
«Non è facile trovare il senso a eventi dolorosi, soprattutto quando sono così improvvisi», sostiene il parroco durante l’omelia, «nella fede possiamo affrontare questo evento al quale non c’è una risposta. Piuttosto ci sono tanti perché».
Al termine della cerimonia è invece don Gianni a prendere la parola per esprimere un pensiero rivolto ai familiari del 44enne, in particolare alla moglie Lorena, ai figli, alla mamma Diana, al papà Franco e al fratello Antonio. «Questo è un evento che provoca più domande che risposte», conferma il salesiano, «Massimo è nella chiesa celeste, lì dove la vera vita aspetta tutti noi, dove ci ritroveremo insieme a cantare in eterno». Così don Gianni ricorda la passione di Massimo per la musica, essendo tastierista della band Dance Fever: «Certamente non perderà questa sua bella caratteristica e animerà le feste in paradiso», dice. «Esprimo le mie condoglianze a nome della famiglia salesiana», aggiunge, «Massimo è nato e cresciuto all’ombra di don Bosco ed è bello immaginarlo nel giardino salesiano dove lui si ritrova a vivere in eterno».
Due ali di folla si aprono poi all’uscita del feretro dalla chiesa, con i bambini delle scuole intenti a lasciar volare palloncini bianchi tra gli applausi generali che accompagnano Massimo in cielo.
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