L’addio dei colleghi all’infermiere morto

Dolore per la scomparsa di Mario Scampamorte. Gli operatori del presidio di Casoli: «Era appassionato del suo lavoro»
LANCIANO . «Abbiamo perso un infermiere appassionato del suo lavoro, che ci ha dato forza durante il periodo durissimo della pandemia ed è stato per tutti noi un collega amico, quello che tutti vorremmo avere». Con queste parole il direttore Fioravante Di Giovanni e gli operatori del Pta di Casoli ricordano Mario Scampamorte, il 27enne deceduto lunedì sera nello schianto tra la sua moto e un’auto avvenuto sulla provinciale Pedemontana. Il giovane, originario di Agnone ma residente a Lanciano per motivi di lavoro, faceva l’infermiere nel reparto Covid dell’ex ospedale di Casoli.
All’indomani della tragedia il ricordo si mescola al dolore e all’incredulità. «Si dice spesso in circostanze tragiche che se n’è andata una persona brava. Ecco, mai come questa volta è cosa dannatamente vera», continua il direttore Di Giovanni, «non ci diamo pace al pensiero che Mario Scampamorte non ci sia più, siamo tutti devastati. Impeccabile nel lavoro, attento, quasi devoto. Umanamente splendido. Un ragazzo perbene ed è stata nostra fortuna averlo con noi a Casoli, con il compito di assistere i malati Covid ospitati nella Rsa. Per il Pta di Casoli è un colpo durissimo, per il personale una perdita di quelle che lasciano il segno. E ci manca già, tanto». Prima dell’incarico a tempo determinato nella Asl provinciale, Scampamorte aveva lavorato, insieme al gemello Paolo, nella cooperativa Croce Gialla di Lanciano, che fa servizio di 118 in diversi ospedali dell’area frentana e del Sangro. «Mario era un ragazzo eccezionale», dice il presidente Nicola Sciulli, «la scorsa primavera si era messo a disposizione per darci una mano a coprire i turni 118 poiché avevamo carenza di personale dovuta proprio al Covid. Poi si è licenziato per entrare a lavorare nella Asl, ma è sempre rimasto legato a noi e alla nostra associazione». A piangere il giovane infermiere è anche Agnone, città in provincia di Isernia, dove vivono i genitori. «Agnone piange la scomparsa di un giovanissimo concittadino», inizia il messaggio che il sindaco Daniele Saia affida ai social, «un ragazzo energico, attivo, sorridente alla vita. Un infermiere che ha messo a disposizione dei malati da Covid-19 tutta la sua professionalità e il suo amore. Il dolore che l’intera comunità prova in questo momento è immenso, inspiegabile. Sono sicuro, però, che le cure e la disponibilità dimostrate da Mario nei confronti dei suoi familiari, dei suoi affetti e dei suoi pazienti resteranno come una traccia indelebile, come un segno per sempre tangibile del suo impegno per il prossimo».
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