L’addio di Chieti a Sasso

9 Febbraio 2017

Muore l’ex consigliere comunale. Tra gli artefici della rinascita teatina

CHIETI. Giuliano Sasso se n’è andato. Lo ha fatto silenziosamente, a 79 anni, con lo stile che ha contraddistinto tutta la sua esistenza. Insegnante alla scuola Mezzanotte, politico protagonista e artefice della “rinascita” teatina, dopo gli anni bui della “Tangentopoli”, che egli stesso aveva contribuito a scardinare assieme a un sistema di potere che sembrava inossidabile, si è spento dopo una lunga malattia. Lascia la moglie Annita Esposito, la figlia Maria, giornalista, e il figlio Umberto, funzionario delle Entrate. A tracciare un ricordo commosso di Giuliano Sasso, il professore, è l’amico Ugo Iezzi. «Siamo stati gli antesignani del movimento ambientalista in Abruzzo», racconta, «ci eravamo incontrati negli anni ’70, al Villaggio Celdit, nell’ambito delle iniziative di “Mondo verde”. Eravamo entrambi di area socialista, e di lì a poco decidemmo di impegnarci un po’ di più in una campagna elettorale che negli anni ’80 portò al suo ingresso nel consiglio comunale di Chieti. Nel quartiere operaio aprimmo insieme anche una sezione intitolata a Rosa Luxemburg», la teorica del socialismo rivoluzionario marxista. «Una bella impresa», prosegue Ugo Iezzi, che è stato segretario della sezione del Psi di Chieti Scalo. Poi le loro strade si divisero. «Io entrai nella Cgil», racconta ancora l’amico di sempre, «come segretario aggiunto, ma il nostro rapporto di amicizia è continuato. Insieme organizzammo diverse iniziative sul futuro della Valpescara, perché già da allora cominciavano a sentirsi i primi scricchiolii di quel sistema. Ricordo un convegno, in particolare, al quale parteciparono anche l’allora sottosegretario alle finanze, Domenico Susi, insieme all’assessore regionale Nino Pace, all’assessore comunale di Francavilla, Valerio Cavallucci. Doveva partecipare anche il ministro Enrico Manca, ma non venne». Enrico Bucci, ex consigliere comunale di Chieti, e fratello di Vittoriano, che era all’opposizione assieme a Sasso, lo ricorda «una persona buona, gentile, che credeva nella popolazione. Sono molto addolorato per la sua morte».

Walter Di Cesare, avvocato e insegnate, all’epoca della Tangentopoli era capogruppo del Pds in Consiglio comunale. Assieme a Sasso, e ad altri esponenti come Vittoriano Bucci, capogruppo del Pri, e Nicola Cucullo, capogruppo dell’Msi, era tra gli oppositori alla giunta Buracchio. «Sasso fu uno dei protagonisti della battaglia per lo scioglimento del Consiglio comunale, dopo l’arresto del sindaco Buracchio. All’arresto seguì la bocciatura del bilancio, e quindi la battaglia per sciogliere l’assise civica. Devo dire che anche alcuni consiglieri della Dc, (il partito che governava la città con maggioranza “bulgara”, ndr), furono d’accordo e la Dc si spaccò. Fu eletto Rispoli, per un mese sempre dalla maggioranza Dc, poi fu dichiarato il dissesto e il quadro politico saltò». In seguito fu eletto Nicola Cucullo.

Al dolore della famiglia Sasso si uniscono il presidente dell’Ordine dei giornalisti, Stefano Pallotta, e la redazione de Il Centro.

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