L’addio di Schiavi a Faieta «Era vicino a deboli e anziani»

14 Agosto 2015

SCHIAVI DI ABRUZZO. È morto all’improvviso pensando al lavoro. Ieri pomeriggio la chiesa di San Maurizio martire non riusciva a contenere il numero di persone accorse al suo funerale. «Perché Fabio...

SCHIAVI DI ABRUZZO. È morto all’improvviso pensando al lavoro. Ieri pomeriggio la chiesa di San Maurizio martire non riusciva a contenere il numero di persone accorse al suo funerale. «Perché Fabio Falasca era buono, serio e sempre rispettoso di tutti, lo ricorda l’ex consigliere regionale Paolo Palomba. «Due giorni fa mi aveva chiamato e si era rammaricato delle condizioni delle strade. Era un suo cruccio». Tutta Schiavi si è stretta attorno alla famiglia e alla compagna di Falasca che a febbraio diventerà mamma.

Il corteo funebre ha raggiunto la chiesa di San Maurizio accompagnata dalle note della marcia funebre suonate dalla banda di Gissi che a lui piaceva tanto. «Siamo tutti sconvolti», conferma il sindaco Luciano Piluso. «Era una persona amabilissima. Un amministratore che amava la sua professione di orefice ma che era impegnato al massimo in politica soprattutto per aiutare i più deboli e gli anziani. Per loro era una sicurezza e una garanzia. Lui non diceva mai di no. Era sempre disponibile». Profondamente turbata l’amministrazione comunale che qualche giorno fa ha subito anche la perdita del vicesindaco Ernesto Fiorito. «È stato un uomo preparato e sensibile», ha detto Palomba commosso. Pare che il malore sia arrivato del tutto inaspettato. Un infarto a soli 45 anni.

«Mancherà tantissimo a tutti», ha detto profondamente turbato il sindaco Piluso mentre la salama raggiungeva il cimitero del paese. (p.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA