L’addio di Vacri a Mammarella, pioniere dei costruttori

VACRI. Una folla commossa ha partecipato ieri pomeriggio ai funerali dell’imprenditore edile Nicola Gabriele Mammarella, morto venerdì scorso nella sua abitazione di contrada Sterpara dopo una lunga...
VACRI. Una folla commossa ha partecipato ieri pomeriggio ai funerali dell’imprenditore edile Nicola Gabriele Mammarella, morto venerdì scorso nella sua abitazione di contrada Sterpara dopo una lunga malattia. Alle 15, nella chiesa di San Biagio, il parroco don Guido Carafa, alla presenza dell’arcivescovo della diocesi di Chieti-Vasto, monsignor Bruno Forte, e di numerosi religiosi, ha officiatio il rito funebre esternando parole di fede e di cordoglio ai famigliari, in modo particolare alla moglie Enrichetta e ai figli Carolina, Eladio e Melania. In molti hanno poi ricordato la figura del costruttore scomparso e le sue grandi doti imprenditoriali che lo portarono nel 1963 a fondare l’impresa I.E.S. Mammarella srl, nella quale, per far fronte al crescente sviluppo dell’attività, nel 1972 chiamò a far parte anche il fratello Remo. In pochi anni, i fratelli Mammarella, grazie anche alle loro scelte precise e oculate e alla loro laboriosità e serietà, sono riusciti poi a realizzare sull’intero territorio nazionale centinaia di opere sia pubbliche e sia private. Nel corso del tempo, l’azienda si è poi specializzata a livello nazionale nel settore del restauro e della conservazione dei beni monumentali e degli edifici religiosi, in particolar modo delle chiese. Tra i lavori più importanti della I.E.S. Fratelli Mammarella, si possono ricordare i restauri delle cattedrali di San Cetteo a Pescara e di San Giustino a Chieti, della Chiesa del Gesù dell’architetto Vanvitelli ad Ancona, della cripta di San Cesario all’interno della chiesa di Santa Maria Maggiore a Vasto, della chiesa di Santa Maria Maggiore a Caramanico, del duomo di San Valentino in Abruzzo Citeriore e tanti altri. Molti anche i restauri di monumenti civili, tra i quali il seicentesco palazzo Auriti di Guardiagrele, dove il poeta Gabriele DìAnnunzio, trovò l'ispirazione per scrivere “Il Trionfo della Morte”.
Giovanni Iannamico
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