L’affare dei parcheggi Ora decide il tribunale

9 Gennaio 2019

Maxi contenzioso tra l’amministrazione Di Primio e la Blu Parking di Marcotullio Il Comune fa causa per estromettere il privato e affidare la gestione alla Teateservizi

CHIETI. L’affare milionario delle strisce blu torna davanti ai giudici. Entra nel vivo lo scontro tra il Comune e la società privata Blu Parking per la gestione dei parcheggi a pagamento in città. Ieri mattina il caso è arrivato all’attenzione del tribunale civile. Il collegio composto dal presidente Gianluca Falco e dai giudici a latere Marcello Cozzolino ed Enrico Colagreco dovrà esprimersi sul reclamo presentato dal Comune per chiedere l’annullamento dell’ordinanza con cui il giudice Nicola Valletta ha bloccato il passaggio dei parcheggi dalla Blu parking alla Teateservizi, la società a totale capitale pubblico che si occupa principalmente della riscossione dei tributi. Una decisione è attesa nei prossimi giorni.
LO SCONTRO. La battaglia delle strisce blu va avanti dal 2014, ovvero da quando l’ente guidato dal sindaco Umberto Di Primio ha “licenziato” l’allora Ecoesse, oggi Blu Parking, azienda guidata dall’imprenditore Alfiero Marcotullio. Ne è nata una causa ancora pendente davanti al tribunale civile teatino: il privato chiede 8 milioni di euro di risarcimento danni, sostenendo che non è ravvisabile alcun inadempimento nella convenzione; il Comune, di contro, si dichiara parte lesa e vuole a sua volta 8 milioni e 623mila euro.
LA NUOVA CAUSA. Arriviamo così all’estate scorsa, quando in consiglio comunale passa la delibera che concede alla Teateservizi «il servizio di gestione dei parcheggi a pagamento, sia a raso che in strutture coperte». Blu Parking presenta un nuovo ricorso. E il giudice Valletta, con decreto del 10 agosto, dà lo stop all’operazione. Di fatto viene accolta la tesi del privato, secondo cui «il Comune non può cambiare gestore in assenza di un provvedimento giurisdizionale definitivo che dichiari l’inadempienza della Blu Parking». È richiamato anche un parere del segretario comunale Celestina Labbadia in cui si sostiene che sarebbe antieconomico affidare nuovi compiti alla Teateservizi. Il giudice Valletta conferma la prima decisione con ordinanza datata 4 ottobre e dispone la «disapplicazione della delibera di consiglio comunale». Quel provvedimento amministrativo è definito «illegittimo e cioè adottato in violazione delle norme che disciplinano l’attività della pubblica amministrazione». Tradotto: i parcheggi, almeno per ora, restano nelle mani di Marcotullio. Vengono infatti ritenute «meritevoli di positivo apprezzamento» alcune motivazioni poste dalla Blu Parking che, nel ricorso a sostegno dell’illegittimità, ha sottolineato l’insussistenza dell’interesse pubblico alla gestione in house e il corposo aumento dei costi per la collettività, senza considerare la perdita dei posti di lavoro per 20 dipendenti in forza all’azienda di Marcotullio.
IL RICORSO. Ma lo scontro a colpi di carte bollate prosegue. Il Comune, difeso dagli avvocati Patrizia Tracanna e Marco Morgione, presenta reclamo perché «l’ordinanza appare ingiusta e viziata» per una serie di motivazioni. La principale è che «il giudice ordinario non può emanare sentenze costitutive sotto forma di annullamento, revoca, modifica e sospensione di un atto amministrativo e, più in generale, di sostituzione diretta o indiretta della volontà della pubblica amministrazione». Secondo la Blu Parking, difesa dall’avvocato Antonio Pimpini, «la giurisdizione è del tribunale ordinario per quanto riguarda il contenzioso sulla risoluzione, mentre è del Tar in merito ai vizi propri dell’atto amministrativo». Dopo l’udienza di ieri, il tribunale si è riservato la decisione.