L’agente racconta: «Ho mantenuto la calma per non passare dalla parte del torto»

20 Dicembre 2018

«Non ho reagito per non passare dalla parte del torto». L’agente di polizia municipale Donato D.A., 45 anni, racconta con una punta di amarezza dell’aggressione subita da parte di un automobilista...

«Non ho reagito per non passare dalla parte del torto». L’agente di polizia municipale Donato D.A., 45 anni, racconta con una punta di amarezza dell’aggressione subita da parte di un automobilista mentre era in servizio davanti a una scuola. «Ormai la divisa non è più un deterrente, anzi la gente se ne approfitta», dice il vigile urbano, da otto anni in servizio a Lanciano, «avrei voluto fermare o trattenere quell’automobilista, invece ho solo “contenuto” l’offesa. A conferma c’è il fatto che, dopo che mi ha spintonato, io l’ho allontanato spingendolo a mia volta e subito mi ha detto: “Mi hai messo le mani addosso”. Certo, se fosse andato oltre non sarei stato lì a prendermi i pugni in faccia, anche perché non tollero questi atteggiamenti. Ma con la divisa addosso ho mantenuto il sangue freddo e non ho reagito». «Non l’ho fatto», precisa ancora l’agente di polizia municipale, «anche perché al comando abbiamo avuto il caso di un collega che, per un episodio analogo, alla fine è stato a sua volta condannato dal tribunale per lesioni, per aver stretto al braccio l’automobilista che lo aveva oltraggiato e lo aveva colpito con l’auto al ginocchio. Siamo pubblici ufficiali ma non abbiamo un peso specifico diverso, e anche chi è chiamato a giudicarci non comprende le difficoltà che incontriamo durante lo svolgimento dei nostri compiti». (s.so.)