«L’agente è estraneo alle accuse»

Suicidio Trotta, l’avvocato Berarducci chiederà un sopralluogo e altri documenti
VASTO. Il suicidio in carcere a Vasto di Sabatino Trotta, lo psichiatra e dirigente della Asl di Pescara arrestato il 7 aprile 2021 nell’ambito di una inchiesta della Procura pescarese, secondo la procura di Vasto, poteva e doveva essere evitato. Per questo sono sotto accusa la direttrice del carcere Giuseppina Ruggero e l’agente addetto alla sorveglianza Antonio Caiazza. Entrambi dovranno comparire a giugno davanti al gup per rispondere di concorso in omicidio colposo con una serie di omissioni che avrebbero permesso al detenuto di superare il protocollo che si applica a chi entra in carcere.
Ma la difesa degli accusati non ci sta. «Premesso che la conclusione delle indagini era già nota», afferma l’avvocato Marisa Berarducci, il legale che difende Antonio Caiazza, «ho intenzione di utilizzare in aula documenti che dimostrano l’assoluta estraneità del mio assistito dalle accuse che arrivano dalla procura. Chiederò», annuncia l’avvocato Berarducci, «un sopralluogo per vedere la cella numero 8 che ospitava Trotta, le distanze e la sistemazione della videosorveglianza. Chiederò ulteriori documenti oltre a quelli che ho già, e dimostrerò che in quei giorni a dettare le regole era il Covid. L’assistente capo non poteva avvicinarsi al detenuto. Anzi», incalza Berarducci, «Trotta avrebbe dovuto fare la quarantena in un’altra cella, non in quella, senza contare che nessuno aveva disposto la sorveglianza speciale».
Se l’avvocato Berarducci incalza, non è più tenero Gennarino De Fazio, segretario generale della Uilpa polizia penitenziaria: «Esprimiamo totale e incondizionata fiducia nella magistratura e auspichiamo si faccia luce sull’accaduto, confidando che possa essere accertata l’assoluta regolarità di condotta degli indagati», scrive in una nota De Fazio, «in generale riteniamo tuttavia che gli enormi mali del sistema connotato da eccezionale sovraffollamento e penuria di organici, inefficienza di strumentazioni e risorse e molto altro, ancora non possono essere scaricati sugli operatori che in ultima istanza si trovano a dover far fronte all'inerzia della politica. I primi a dover rispondere di quanto accade», conclude il segretario Uilpa, «dovrebbero essere proprio politici e governanti».(p.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

