L’Agenzia culturale perde il responsabile e va sotto Vasto

11 Gennaio 2020

LANCIANO. «Quello che avevamo denunciato, ossia il declassamento dell’Agenzia di promozione culturale di Lanciano (Apc), è avvenuto». È il presidente del consiglio comunale Leo Marongiu a...

LANCIANO. «Quello che avevamo denunciato, ossia il declassamento dell’Agenzia di promozione culturale di Lanciano (Apc), è avvenuto». È il presidente del consiglio comunale Leo Marongiu a intervenire sulla questione della riorganizzazione delle Apc da parte della giunta regionale di centrodestra che colpisce negativamente Lanciano, visto che l’ufficio frentano, che attualmente conta 6 dipendenti ed è il punto di riferimento di 47 Comuni del comprensorio, non avrà più un suo responsabile e la sua autonomia, ma dipenderà da quello di Vasto. «Dopo oltre un mese dalla riunione convocata in Regione», dice l’assessore alla cultura Marusca Miscia, «l’assessore regionale Mauro Febbo non ha trovato altra soluzione che la soppressione della responsabilità di ufficio dell’Apc di Lanciano così come avevamo denunciato. Dal 2020 dunque l’Apc di Lanciano dipenderà da Vasto con tanti saluti a chi parlava di fake news». «Il 29 dicembre è stata assunta la delibera di giunta che riorganizza anche le Apc», risponde Febbo, «le sedi di Lanciano e Vasto resteranno aperte, l’unica differenza è che ci sarà un solo responsabile, che sarà a Vasto. Nessuna chiusura degli uffici ma una rideterminazione della struttura secondo la spending review. Con la delibera si è avviato un percorso che sarà effettivo credo da aprile».
Ma è sui criteri che hanno portato a sopprimere la responsabilità dell’ufficio di Lanciano, che chiede chiarimenti il sindaco Mario Pupillo. «Fermo restando che dovevano restare le due figure apicali sia a Lanciano che a Vasto», precisa il sindaco, «vorrei sapere i criteri che hanno portato a sopprimere la figura di Lanciano. Il maggior numero di Comuni serviti? Qui ce ne sono 47. La centralità? Lanciano è baricentrica in Provincia. Gli spazi? Le attività? Il centrodestra continua solo a fare tagli in città, in qualsiasi ambito» (t.d.r.)
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