L’allenatore chiede la libertà, no dei giudici

Prima udienza per Furgiuele, accusato di violenza sessuale sui piccoli atleti: contro di lui le testimonianze di 11 bambini
CHIETI. Chiede la libertà per poter tornare a lavorare, ma i giudici gliela negano. Si apre con una serie di richieste negate il processo all’allenatore di baseball accusato di violenza sessuale nei confronti dei suoi giovani atleti, tutti con meno di 14 anni. Riccardo Furgiuele, 52 anni di San Giovanni Teatino, è tornato ieri mattina al tribunale di Chieti per presenziare alla prima udienza del processo a suo carico. Dopo oltre un anno si è ritrovato faccia a faccia con i familiari dei ragazzini che lo accusano. Non li vedeva dal 22 marzo del 2017 quando è stato arrestato dagli agenti della Seconda sezione della Squadra mobile di Chieti. Lo accusano in 11, all’epoca dei fatti avevano tra gli 8 e i 13 anni. Ai giudici hanno raccontato tutto, dagli episodi meno gravi (dai regali, agli atti di libidine) a quelli più gravi, con violenza sessuale completa e tanto di certificato medico che ne attesterebbe i segni. Violenze e abusi che sarebbero avvenuti nel campo da baseball di Santa Filomena oppure durante le trasferte, negli hotel dove la squadra soggiornava, o quando l’allenatore riaccompagnava a casa con la sua auto i piccoli atleti. A far scattare l’inchiesta è stata la madre di uno di loro, che si è accorta che qualcosa decisamente non andava in suo figlio. Ha deciso di portarlo in pronto soccorso e il referto che attestava tracce di violenza sessuale dal posto fisso di polizia dell’ospedale è arrivato immediatamente in questura e di lì in procura nelle mani del sostituto procuratore Giuseppe Falasca, ieri in aula per sostenere l’accusa.
Il racconto dei ragazzini è avvenuto in spazi protetti, all’interno della fase dell’incidente probatorio, fatta apposta per far sì che i ragazzini non debbano essere costretti a tornare in aula per ripercorrere ancora i fatti. L’avvocato dell’allenatore, Luigi Antonangeli, ha sollevato eccezioni proprio sulla correttezza dell’incidente probatorio, ma i giudici Geremia Spiniello (alla sua ultima udienza dopo 19 anni al tribunale teatino), Andrea Di Berardino e Valentina Ribaudo non le hanno accolte. La difesa ha chiesto anche di poter avere il registro delle iscrizioni del primo tesseramento di 5 degli 11 ragazzi, con l’intenzione di accertare se alcune date a cui è stato fatto riferimento durante l’incidente probatorio rispondessero al vero.
Respinte anche le richieste di chiamare come responsabile civile il Comune di Chieti (proprietario del campo da baseball) della Asd Baseball Chieti, e della Federazione Italiana Baseball (queste ultime costituitesi parte civile).
Molti dei familiari dei ragazzini abusati ieri mattina erano in aula, assistiti dagli avvocati di parte civile Monica D’Amico, Claudia Ottaviano, Teresa Laviola e Maria Teresa Pierfelice. I familiari avevano piena fiducia nell’allenatore. Lo vedevano come un uomo di sport che aveva deciso di prendere a cuore a 360 gradi le sorti dei piccoli atleti. Per loro era diventato un punto di riferimento. Mai avrebbero potuto immaginare uno scenario di abusi sessuali.
La prossima udienza si terrà il 23 ottobre per ascoltare i testi dell’accusa e delle parti civili. Nell’udienza successiva verranno ascoltati quelli della difesa. Antonangeli ha chiesto anche l’esame dell’imputato, che è stato accettato. E dunque Furgiuele potrà dire la sua alla sbarra.
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