L’allenatore esce dal carcere È ai domiciliari dalla madre

24 Marzo 2018

CHIETI. Ha lasciato il carcere di Madonna del Freddo ieri mattina l’allenatore di baseball accusato di violenza sessuale aggravata a danno di minori. Riccardo Furgiuele, 52 anni di San Giovanni...

CHIETI. Ha lasciato il carcere di Madonna del Freddo ieri mattina l’allenatore di baseball accusato di violenza sessuale aggravata a danno di minori. Riccardo Furgiuele, 52 anni di San Giovanni Teatino, ha ottenuto gli arresti domiciliari. Il giudice Luca De Ninis, che martedì scorso lo ha rinviato a giudizio, ha accolto, seppure solo in parte, la richiesta di scarcerazione dell’avvocato della difesa Luigi Antonangeli. La difesa, in realtà, aveva chiesto non solo che il suo cliente fosse scarcerato, ma anche che il giudice optasse per una misura cautelare che gli permettesse di poter tornare al lavoro. Cosa che, per ora, non gli sarà possibile. Furgiuele di mestiere fa il rappresentante, agente plurimandatario, di società di telefonia mobile, e nel tempo libero si dedicava al baseball.
Il 22 marzo del 2017 l’uomo è stato arrestato dagli agenti della Seconda sezione della Squadra mobile, nell’ambito di un’inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Giuseppe Falasca. L’udienza partirà a settembre prossimo. Nel frattempo l’uomo resterà a casa della madre, che ieri mattina è andata a prenderlo a Madonna del Freddo.
Secondo l’inchiesta della Procura, l’uomo approfittando del suo ruolo di allenatore, punto di riferimento per tante famiglie che gli affidavano tranquillamente i loro figli, ha abusato di nove giovani atleti, di età fra gli 8 e i 13 anni, in maniera più o meno grave e in diverse circostanze e luoghi. Sia durante gli allenamenti, che quando riaccompagnava a casa i ragazzi e sia durante le trasferte in cui capitava anche che la squadra di baseball dormisse in albergo. Furgiuele ha sempre respinto ogni addebito a suo carico.
Il 4 aprile per lui ci sarà un altro appuntamento in tribunale: un secondo incidente probatorio con due dei suoi ex atleti che non sono stati ascoltati nel corso del primo incidente probatorio. (a.i.)
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