«L’Alto Vastese isolato e senza servizi»

26 Ottobre 2017

Rapporto della Caritas su 9 Comuni dell’area interna. I mali sono spopolamento, migrazione dei giovani e viabilità a pezzi

VASTO . Il Vastese montano continua a spopolarsi. Il fenomeno ha assunto proporzioni tali da indurre la Caritas a lanciare un nuovo Sos. Un articolo comparso su Avvenire.it riporta i risultati di una ricerca fatta dalla Caritas di Trivento su tre provincie, Chieti, Isernia e Campobasso, e sui comuni di montagna, molti dei quali isolati e senza servizi, in condizione di povertà reale. «L’analisi», si legge nell’articolo, «investe un territorio di oltre mille chilometri quadrati di montagna, dove incontriamo, percorrendo strade franose e pesantemente ammalorate. Su 40 comuni 9 sono nel Vastese: Schiavi, Castiglione, Castelguidone, Celenza sul Trigno, Torrebruna, Montazzoli, San Giovanni Lipioni e Palmoli». Non stanno meglio Carpineto e Guilmi, Casalanguida e i comuni del Sinello. I mali di cui soffrono sono spopolamento, invecchiamento demografico, scuole con pochi allievi, smantellamento dei servizi sociosanitari, trasporti in diminuzione, assenza di attività industriali e terziarie, migrazione dei giovani e un tasso di disoccupazione elevato. «È il risultato di una politica che ha abbandonato negli anni il territorio delle zone interne», dicono gli estensori del rapporto. I Comuni insomma stanno scomparendo. A Schiavi d’Abruzzo gli anziani sono il 72%; la popolazione che dieci anni fa contava 1.394 residenti è scesa a 808. A San Giovanni Lipioni, il comune più piccolo del territorio, su 177 residenti gli anziani sono il 55%. Calo demografico anche a Castiglione Messer Marino passato in dieci anni da 2.200 abitanti a 1.745. Torrebruna è scesa da 1.168 cittadini a 820; Roccaspinalveti da 1.662 a 1.302; Palmoli da 1.002 a 926. Guilmi ha ormai 420 abitanti, Carpineto Sinello 592, solo per fare qualche esempio. «Lo spopolamento è un fatto innegabile», dice il sindaco di Torrebruna Cristina Lella, costretta a combattere da tempo insieme al primo cittadino di Montazzoli contro il dissesto. «Dopo anni di mancata manutenzione stradale siamo isolati. Le coppie giovani si avvicinano alla costa», dice il sindaco di Schiavi Luciano Piluso. Punta il dito contro la burocrazia il sindaco di Guilmi Carlo Racciatti. «Le strade non ci sono più, la politica stanzia i fondi ma la Provincia non interviene e delega la Regione. Occorre decidere se la Provincia esiste o meno. Se non esiste che i fondi vengano dati ai Comuni. Altrimenti l’entroterra è condannato a morire. Imprenditori e artigiani spesso vengono a vedere il territorio pensando di investire ma una volta vista la condizione delle strade scappano. È legittimo che le giovani coppie vadano per via per dare ai figli scuole, e assistenza sanitaria», dice Racciatti. Esigenze lavorative, mancanza dei servizi più elementari stanno determinando il declino inarrestabile delle zone interne. Il destino per i piccoli centri del Vastese è quasi sempre lo stesso. Negli ultimi 10 anni per diversi comuni gli anni d’oro dello sviluppo economico e demografico sono diventati solo un ricordo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA