L’amico diventa un aguzzino «Così ha provato a investirmi»

22 Marzo 2019

Donna di 30 anni lo denuncia 13 volte ma lui, nonostante l’obbligo di dimora, la segue e minaccia di morte Il racconto di mesi di angherie: mi ha aggredita e messo le mani al collo, messaggi e lettere con insulti

CHIETI. «Si è presentato sotto casa mia e mi ha aggredito nonostante gli avessi detto: ora chiamo i carabinieri. Era sotto l’effetto di droghe: ha tentato di investirmi e poi mi ha presa dal collo, picchiata e minacciata di morte». Una donna di 30 anni racconta così il suo incubo: seguita fin sotto casa, presa a botte in strada, molestata via Whatsapp, la macchina con le gomme tagliate e le lettere di minacce con scritto «da morta puzzi» trovate vicino al portone. Un amico si è trasformato nel suo stalker: un crescendo da conoscente fino ad aguzzino seriale.
TREDICI DENUNCE. Lui ha 37 anni ed è residente a Casalincontrada: ora è accusato di stalking. Ha provocato alla 30enne «un perdurante e grave stato di ansia, timore e paura» e, per questo, è stato sottoposto all’obbligo di dimora, richiesto dal pm Marika Ponziani: dal 14 marzo scorso non può uscire dal paese. Ma la misura cautelare non basta a chiudere il caso: ora la donna rivela che lui ha ripreso a minacciarla, non ha smesso di seguirla e di mandarle quelle lettere intrise di follia. E lei, ieri, è stata costretta a presentare la 13ª denuncia, stavolta in procura, assistita dall’avvocato Rocco Giancristofaro.
«IL DELIRIO». Il rapporto tra i due è degenerato dopo pochi mesi di conoscenza: «C’è stata una frequentazione, come con altre persone, con l’unica colpa, probabilmente, di prendere sotto gamba il suo evidente stato di alterazione e la sua morbosità nei miei confronti palesata con frasi d’amore». Tutto, racconta la donna ai carabinieri, «è sfociato, la sera di sabato 12 gennaio, in un vero e proprio delirio di questa persona, dal quale sono stata contattata via sms e mi diceva che stava arrivando e che me l’avrebbe fatta pagare. Presa alla sprovvista, ho chiesto spiegazioni e lui ha risposto che 20 macchine lo inseguivano ed erano state mandate da me. Tra questi anche dei carabinieri oltre a fantomatici amici». Quando lei gli ha detto di smetterla, lui ha fatto la sua promessa: «Continuava a dire che neanche i carabinieri potevano fermarlo e che l’avrei pagata». Il giorno dopo le mani al collo: «Il 13 gennaio si è presentato sotto la mia abitazione, dove più volte mi aveva seguito, e mi ha aggredito». Dopo il tentativo di investirla con l’auto, le botte e le minacce di morte, racconta la donna, «le minacce sono continuate via sms e chiamate in cui lui ha detto più volte che non finiva lì e che niente mi avrebbe salvato».
50 EURO. «Nei giorni successivi, mi ha contattato telefonicamente dicendo che avrebbe smesso di molestarmi se gli avessi dato 50 euro che, a suo dire, gli avrei rubato. Probabilmente, si riferiva a somme di poco conto che un paio di volte mi ha dato spontaneamente dicendomi “così mi pensi” e che io ingenuamente ho accettato». Lei gli ha dato i soldi dal finestrino della macchina «invitandolo a stare lontano da me. Ma così non è stato». E lui, su Whatsapp, ha ammesso le sue responsabilità: «In due messaggi ha ammesso di avermi picchiata e di avere rimorsi addirittura dicendosi preoccupato “per avermi fatto male”».
GOMME TAGLIATE. Lo stalker si è sfogato contro la macchina della donna: uno specchietto rotto e gomme tagliate più volte. «I danneggiamenti della macchina e i pedinamenti per trovare il posto dove parcheggiavo sono continuati costantemente, accompagnati da lettere diffamatorie lasciate nella cassetta postale della mia abitazione e in una cassetta postale di un estraneo».
«DECEDUTO». Lo stalker è riuscito a prendere una lettera dalla cassetta della donna e, con un colore rosso, ha barrato la casella «deceduto» nello spazio per il mancato recapito scrivendo il nome della 30enne. Sulla busta di un’altra lettera destinata alla famiglia della donna, il 37enne ha scritto: «Il fr. non ti lascia ma da morta puzzi, a presto». In un foglio scritto a mano, destinato al fidanzato della donna, l’aguzzino si è affidato alle offese: «Ti ha messo più corna di un cervo, mentre tu giochi alla pley lei gioca con i nostri joistic e tua mamma sa tutto e non ti ha detto nulla. Ti vuole bene».
IN PIAZZA. Un altro episodio riporta al 13 marzo quando l’uomo ha seguito la donna in strada in compagnia della suocera e dopo una lite le ha urlato: «Da qui non me vado fino a quando non ho completato l’opera. E adesso vado a casa tua, dal tuo fidanzato». Per frenare il suo aguzzino aprendogli la portiera dell’auto, la donna si è ferita una mano. Poi, lui è fuggito su una Fiat Panda: «Quando è riapparso, ha accelerato cercando di investire mia suocera». Sull’esposto, i carabinieri annotano: «Solo grazie alla prontezza di riflessi della donna che tirava la suocera con forza a sé, evitava il peggio mentre la Panda sfrecciava via».