«L’amministrazione ha aumentato le tasse»
Atessa, la denuncia del centrodestra dopo l’ok in consiglio comunale. La maggioranza: «È una bugia»
ATESSA. «L’amministrazione Borrelli aumenta le tasse a lavoratori dipendenti, piccoli lavoratori autonomi e pensionati». Lo scrivono le segreterie di Lega, FI, Udc e FdI, contestando una decisione del consiglio comunale di Atessa presa all’unanimità.
«Parliamo dell’addizionale comunale Irpef che tutti i percettori di reddito pagano al proprio comune di residenza» sostengono i gruppi politici di centrodestra, «fino ad ora il Comune ha prelevato dalle tasche degli atessani l’importo annuale di 480mila euro: a seguito della decisione presa nell’ultimo consiglio comunale, preleverà oltre 1 milione di euro, più del doppio. La cosa più assurda e che queste maggiori tasse verranno pagate dai dipendenti, dai pensionati e dai piccoli lavoratori autonomi che hanno un reddito tra i 13mila e i 50mila euro l’anno. Una pura follia il solo pensare di aumentare le tasse in un momento di difficoltà come quello che stiamo attraversando. L’amministrazione Borrelli dopo aver spento l’illuminazione pubblica per mesi mettendo a dura prova l’incolumità dei cittadini, in nome della crisi energetica, di sicuro giustificherà questa scelta con le stesse motivazioni. Tutto questo è assolutamente inaccettabile, soprattutto da chi fa parte di quel Pd che a tutti i livelli non fa altro che ripetere come una litania che è necessario abbassare la pressione fiscale ai ceti medio-bassi in special modo ai lavoratori e pensionati».
«Il Pd, la sinistra e “l'opposizione” di Atessa», conclude il centrodestra, «aumentano le tasse proprio ai pensionati, ai lavoratori dipendenti e ai piccoli lavoratori autonomi con redditi medio-bassi che non superano i 28mila euro».
«Il centrodestra mente sapendo di mentire» risponde il gruppo di maggioranza Uniti per Atessa. «Nella provincia di Chieti», aggiunge, «su 104 comuni, 96 applicano l’aliquota unica e di questi ben 47 quella unica e massima. Solo 8 comuni applicano aliquote differenziate in base a fasce di reddito e solo 3 con una fascia minima di esenzione, e tra questi c’è Atessa. Ciò significa che ad Atessa non solo sino a 13mila euro di reddito imponibile non si paga nulla, ma anche che il contributo aumenta all’aumentare del reddito, a differenza dell’aliquota unica, che non fa distinzione tra chi guadagna poco e chi molto». «Proprio il sistema delle aliquote progressive e la soglia di esenzione», conclude Uniti per Atessa, «tutelano i redditi dei lavoratori dipendenti, dei piccoli lavoratori autonomi e dei pensionati, a differenza dell’aliquota unica, che non fa distinzioni rendendo tutti uguali, ricchi e poveri».
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