L’Anpi Guardiagrele contro la giunta: «Noi non invitati»

GUARDIAGRELE. È lite tra la sezione dell'Associazione nazionale partigiani (Anpi) della quale è reggente Piergiorgio Della Pelle, e l'amministrazione comunale di centrodestra, guidata dal sindaco...
GUARDIAGRELE. È lite tra la sezione dell'Associazione nazionale partigiani (Anpi) della quale è reggente Piergiorgio Della Pelle, e l'amministrazione comunale di centrodestra, guidata dal sindaco Donatello Di Prinzio per l'utilizzo fatto da quest'ultima del logo del sodalizio su un manifesto celebrativo del 25 aprile. «Teniamo formalmente a dissociarci», sottolinea l'Anpi di Guardiagrele in una nota, «dall'utilizzo del nostro logo, fatto dall'amministrazione comunale sui manifesti celebrativi. L'Anpi di Guardiagrele non è stata invitata alle celebrazioni, non ha partecipato all'organizzazione della giornata e non ha ricevuto alcuna notifica sulla realizzazione del manifesto del quale, unendoci a quanto richiesto dal Comitato provinciale Anpi, chiede il ritiro».
L'associazione dei partigiani, ricorda quindi che il 25 aprile non è una indeterminata festa della "pace", ma l'anniversario della liberazione dell'Italia dall'occupazione nazifascista. «Generalizzare i principi e la natura dell'evento», osserva l'Anpi, «non è solo una forma di mistificazione della storia, ma un'offesa alla memoria dei cittadini del nostro territorio che nei valori della Resistenza, hanno visto uno strumento di rivendicazione della propria dignità, offesa dalle barbarie fascista e nazista».
L'Anpi deporrà rose rosse a San Biase, Villa San Vincenzo, Comino, largo Garibaldi, piazza Santa Maria Maggiore e negli altri luoghi della storia locale, cantando le canzoni della Resistenza e ricordandone le lotte.
Sulla vicenda il sindaco precisa che «l'inserimento del logo Anpi sul manifesto è voluto essere un gesto di rispetto verso questa associazione che si prodiga a mantenere vivo il sacrificio di tanti cittadini e partigiani. Questo sodalizio è anche cittadino onorario di Guardiagrele». Il sindaco, riguardo al mancato invito, precisa poi che si è trattato «solo di un disguido».
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