L’appalto rifiuti torna a EcoLan

Il sindaco firma l’ordinanza nonostante i due stop del Tar. Pupillo: «Devo garantire il servizio»
LANCIANO. L’amministrazione comunale corre ancora una volta ai ripari con un’ordinanza urgente nel “pasticcio” infinito dell’affidamento in house del servizio di igiene urbana alla società EcoLan. La scelta dell’esecutivo guidato dal sindaco Mario Pupillo, che ha puntato il tutto per tutto sulla rinata società pubblica dei rifiuti di proprietà di 53 Comuni della provincia, ha portato ad una “guerra giudiziaria” senza esclusione di colpi. Dapprima il ricorso al Tar delle società concorrenti private, Sapi srl, Igam srl, Rieco spa e Smaltimenti sud srl, contro l’affidamento di ottobre 2015 in favore della società partecipata dai Comuni e accolto dai giudici amministrativi, ora il nuovo ricorso della Rieco che si è opposta alla prima ordinanza del Comune (quella del 14 novembre) che prorogava il servizio di sei mesi trovando, nuovamente, l’accoglimento da parte del tribunale amministrativo di Pescara. Di qui l’esigenza, per il Comune di emanare urgentemente un’altra ordinanza per assicurare il servizio di igiene urbana che comprende pulizia e spazzamento delle strade, derattizzazione, gestione del centro di raccolta e riuso di Re di Coppe, ritiro e smaltimento dei rifiuti e servizio di raccolta porta a porta per tutto il territorio comunale. «Allo stato attuale», si legge nell’ordinanza emanata da Pupillo, «in conseguenza della recente sentenza del Tar che ha annullato la precedente ordinanza, il Comune di Lanciano è privo di ogni forma di gestione del servizio». Nell’ordinanza è specificato che Comune e EcoLan stanno procedendo all’adeguamento dello statuto della società dei rifiuti secondo le prescrizioni imposte dalla sentenza del Tar ma che, nel frattempo, «occorre garantire lo svolgimento del servizio». «Non è possibile», spiega il primo cittadino nel provvedimento, «garantire il servizio pubblico e l’igiene urbana prima di 60 giorni dal momento che, per aggiudicare un nuovo appalto mediante procedura negoziata, trascorrerebbero come minimo 20 giorni per le manifestazioni di interesse, l’invio degli inviti e la ricezione delle offerte». L’ente quindi, nelle more previste dalla legge, è costretto ad agire in regime di «ordinanza contingibile e urgente» per «tutelare l’igiene e la salute pubblica e la salvaguardia dell’ambiente». Il servizio resta quindi affidato a EcoLan per altri 60 giorni agli «stessi prezzi, patti e condizioni previsti nel contratto di servizio», specifica l’ordinanza.
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