L’appello del Cotir a Renzi: noi, eccellenza dimenticata
I ricercatori pronti a protestare durante la visita del segretario Pd alla Pilkington «Dopo tre anni di lotte per il nostro lavoro, ora vogliamo risposte sul futuro»
VASTO. Matteo Renzi a San Salvo. Il Treno dell’ascolto fermerà oggi alla stazione di Vasto-San Salvo e subito dopo il segretario del Pd visiterà lo stabilimento della Pilkington. Il Vastese è in fermento. La visita del leader politico ha provocato reazioni e commenti contrastanti. Il centrosinistra esulta, i Cobas contestano. E i lavoratori del Cotir, da 28 mesi senza stipendio hanno deciso di rivolgere all’ex premier un accorato appello: «Segretario ci ascolti. Perché il Treno dell’ascolto non fa tappa anche al Cotir?», chiedono i rappresentanti sindacali del centro ricerche ricordano la drammatica situazione che sta vivendo il personale rimasto anche senza una guida, dopo che i 4 commissari liquidatori nominati per rilanciare la ricerca in Abruzzo si sono dimessi. «Noi chiediamo solo di essere ascoltati», ripetono i lavoratori. «Brancoliamo nel buio. In questi ultimi tre anni siamo stati mortificati come lavoratori e come persone. Le chiediamo risposte. Il Cotir (Consorzio per la divulgazione e la sperimentazione delle Tecniche Irrigue) è una struttura di proprietà della Regione Abruzzo con 40 ettari di azienda agricola sperimentale, uffici, serre, laboratori di ricerca con strumentazioni all’avanguardia, come la risonanza magnetica nucleare utilizzata per la caratterizzazione delle matrici alimentari (una sorta di Dna degli alimenti), costata oltre 600 mila euro e ora rimasta inutilizzata e senza manutenzione. Una strumentazione che tanti ricercatoti vorrebbero avere e che invece è stata danneggiata in seguito a un intervento di manutenzione. L’intero progetto di realizzazione del Cotir è costato 25 miliardi delle vecchie lire, finanziamenti pubblici del ministero per gli Interventi straordinari nel Mezzogiorno», ricordano i ricercatori. I lavoratori continuiamo a raggiungere ogni giorno il posto di lavoro. «Questa per noi è una battaglia di diritti, giustizia e dignità», spiegano a Renzi.
Il piano di riordino dei Centri di Ricerca Regionali, partorito in questo periodo che prevedeva la unificazione e la nascita di un unico centro: «In realtà le cose sono andate diversamente. Presidente che ne sarà di noi?», chiedono i lavoratori ricordando tre anni di battaglie. «Abbiamo trascorso una Pasquetta al Cotir con le famiglie. Abbiamo protestato sul tetto, e percorso in corteo la statale 16, creando disagio al traffico, per raggiungere il santuario della Madonna delle Grazie di Casalbordino e implorare aiuto alla Vergine Maria. Abbiamo occupato la struttura per oltre due settimane accendendo simbolicamente un lumino della speranza ogni sera sul davanzale della finestra. Abbiamo occupato più volte la sede dell’assessorato all’Agricoltura di Pescara e la sede del Consiglio regionale all’Aquila, alcuni hanno avviato lo sciopero della fame, altri hanno appeso un fantoccio sul tetto a rappresentare la morte della ricerca. Sono stati fatti appelli al sindaco di Vasto e al prefetto di Chieti. Ora presidente le chiediamo ascolto e risposte, per noi e i nostri figli. Non abbiamo diritto di essere almeno ascoltati?», scrivono le rsa di Cgil e Cisl, Marilena Di Tullio ed Elvio Di Paolo.
Il 30 ottobre sindacati e lavoratori saranno ricevuti dal governatore Luciano D’Alfonso: «Ringraziamo D’Alfonso per la disponibilità. Intanto, sarebbe bello se anche lei ascoltasse la storia di 30 professionisti che senza nessuna colpa non hanno più un futuro», termina l’appello.

