L’appello di 168 genitori: riaprite le scuole

25 Marzo 2021

Via Bosio, le famiglie dei bimbi delle elementari: «Dopo Pasqua si torni nelle classi in piena sicurezza»

CHIETI. L’appello arriva da 168 genitori delle elementari di via Bosio: «Stop alla didattica a distanza, bisogna riaprire le scuole subito dopo Pasqua». Il documento è stato inviato alle istituzioni in vista della prima giornata di mobilitazione nazionale in programma domani. «Abbiamo superato un anno di didattica a distanza», scrivono. «Chiamiamola senza acronimi, evitiamo il rischio di farla apparire moderna. I nostri tempi, e il nostro ruolo di adulti, richiedono una profonda riflessione, sul mondo dei ragazzi e della scuola. “La scuola è una priorità” è uno slogan che sentiamo ripetere di continuo da tutti, eppure viviamo in casa con adolescenti e bambini da mesi, li osserviamo piombare sempre di più in un isolamento strano, camuffato di vitalità, di voci e video forniti entrambi dai dispositivi digitali che fino ad un anno fa, in molti casi, non erano ancora entrati nelle loro vite». Genitori e insegnanti rivendicano la necessità di fornire risposte ai bisogni educativi dei piccoli alunni. «Bisogna farlo adesso, perché il nostro tempo è scaduto. Sono cresciute esponenzialmente le manifestazioni di malessere. Ormai da troppi mesi il disagio si esplicita con ansia, disturbi del sonno e della socialità. Li abbiamo consegnati in mano a un mondo che sappiamo poter essere un buco nero, quello del digitale. E lo abbiamo fatto troppo presto, dalle scuole primarie, e per troppo tempo».
Le famiglie, poi, sottolineano: «Sono stati stilati protocolli severi per le scuole che hanno rispettato le norme di protezione con dispositivi, distanziamento e quarantene. Eppure, malgrado le scuole si siano dimostrate dei luoghi sicuri, appena gli indici di contagio salgono sono le prime a essere chiuse, mentre restano aperte altre strutture potenzialmente più pericolose».
La lettera si conclude con un vero e proprio appello: «Vogliamo rientrare nelle scuole, vogliamo che la socialità torni a essere la base dell’apprendimento, perché senza presenza per mesi non può esserci formazione, senza uno sguardo attento alle giovani generazioni e a quello che adesso sta loro accadendo non c’è futuro. Chiediamo che si possa rientrare a scuola dopo la Pasqua, in sicurezza, incentivando l’utilizzo degli spazi all’aperto di cui si è tanto parlato ma nulla si è fatto».
E non manca uno sguardo al futuro: «Chiediamo che sulla scuola pubblica si investano più risorse del Recovery Fund e che lo sguardo non si fermi poco oltre il nostro naso: dobbiamo già guardare al prossimo anno, evitare le classi pollaio, investire sulla sicurezza degli edifici, con presidi sanitari nelle scuole e naturalmente pensare alla stabilizzazione e implementazione dei docenti». (g.let.)
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