L’Arci: gli ospiti del San Felice qui per il progetto Erasmus+

TORINO DI SANGRO. Sono 35 rappresentanti di associazioni e centri giovanili provenienti da Italia, Regno Unito, Belgio, Germania, Serbia, Bosnia, Albania, Bulgaria e Romania, venuti a Torino di...
TORINO DI SANGRO. Sono 35 rappresentanti di associazioni e centri giovanili provenienti da Italia, Regno Unito, Belgio, Germania, Serbia, Bosnia, Albania, Bulgaria e Romania, venuti a Torino di Sangro per partecipare al progetto “Ora: Sustainable Communities with Youth Power Switched on”, finanziato dalla Commissione europea tramite il Programa Erasmus+, gli uccupanti il complesso monumentale San Felice di Torino di Sangro. Nei giorni scorsi, il consigliere comunale di minoranza, Nino Di Fonso, aveva presentato un esposto denuncia ai carabinieri per chiedere accertamenti sulla loro presenza. «Il progetto in questione ha realizzato diverse attività formative», scrivono in una nota Mario Serrao, Giorgio Micoli, Paola Natale e Nicola Salvatorelli, dell’Arci, «un laboratorio di giardinaggio ed educazione alimentare, uno di restauro e pianificazione di sentieri ambientali educazionali, un workshop di costruzioni eco-sostenibili. Possiamo comprendere quanto questi temi possano generare in Di Fonso paura e sgomento al punto tale da rivolgersi ai carabinieri. Infatti», scrivono i quattro esponenti in una nota, «mentre i sediziosi partecipanti, costruivano pericolosissimi vasi da giardinaggio, una pattuglia dei carabinieri effettuava un controllo e constatava, dopo gentile richiesta, che il gruppo non stava facendo nessun bivacco ma era ospitato dall’Arci di Chieti in collaborazione con il Network Europeo Ora (Osserva Ripensa Agisci), che il Comune lo scorso 19 febbraio aveva concesso il patrocinio mediante l’uso gratuito del complesso monumentale di San Felice, che l’Istituto comprensivo di Paglieta aveva concesso la disponibilità alla realizzazione di attività laboratoriali da svolgersi con i bambini delle classi 4 e 5 della scuola elementare di Torino di Sangro. Il progetto, durante i 10 giorni di permanenza, ha realizzato: attività di pulizia, risistemazione e pianificazione dei sentieri della Lecceta, un forno in terra cruda nell’area pic-nic della Riserva, un sistema di vasi da giardinaggio auto innaffianti donato alla scuola per lo svolgimento delle attività didattiche e altro ancora.
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