L’ascensore si blocca: rischia di strozzarsi

Guardiagrele. Incidente in ospedale per un’addetta al vitto. Il montacarichi è salito con mezzo carrello delle vivande fuori
GUARDIAGRELE. Ha rischiato la morte per soffocamento. È viva grazie alla prontezza di riflessi che in pochi secondi l’ha portata a disincagliarsi da quel groviglio di lamiere del carrello utilizzato per servire i pasti e frammisto ad alimenti, piatti e bicchieri di plastica. Tutto per colpa di uno dei montacarichi che dalla cucina porta ai reparti dei piani superiori e che si colpo si è bloccato. Tra le proteste dei colleghi di lavoro e del personale in servizio nella struttura sanitaria, che tuona: «In queste condizioni qui non si può lavorare».
La tragedia è stata sfiorata venerdì mattina nei locali dell’ospedale Santissima Immacolata di Guardiagrele. Intorno alle 9, una donna che lavora nella cucina del presidio e addetta anche alla distribuzione dei pasti, dopo avere caricato il carrello di vivande per la prima colazione, era in procinto di salire ai piani superiori. È entrata nel montacarichi proprio dal vano che ridà sulla cucina. Ma una volta dentro pare che la porta si sia chiusa all’improvviso con il carrello ancora per buona metà fuori dall’impianto.
L’ascensore ha cominciato così a salire ma all’altezza dell’architrave, il carrello, trovando resistenza nel muro, ha cominciato a piegarsi e ad attorcigliarsi con la donna impotente nei gesti per fermare quanto stava accadendo. Insomma, una scena del film horror “L’ascensore (De Lift)£ del 1983 con Huub Stapel, scritto, diretto e musicato dal regista Dick Maas.
La donna è rimasta incastrata nel vano ascensore e mentre il montacarichi saliva, il carrello con i suoi pezzi di alluminio accartocciati, le ha toccato il collo. La prontezza di riflessi l’ha portata negli istanti successivi a fare quei movimenti minimi che le hanno permesso di liberarsi da quella morsa e di schiacciare il pulsante dell’allarme. Così il montacarichi si è bloccato. La donna è rimasta almeno un paio d’ore nell’impianto prima che potesse essere liberata dai vigili del fuoco. Una volta uscita da quella morsa, è stata trasferita al vicino Pronto soccorso per le prime cure e poi trasferita al policlinico di Chieti per accertamenti più approfonditi. Sottoposta alla Tac, la donna non ha riportato ferite gravi anche se ha avuto traumi da schiacciamento al collo e al torace. Successivamente sono arrivati alcuni tecnici della Asl per le ispezioni all’impianto.
La vicenda ha fatto protestare il personale in servizio nel presidio che ricorda come questo fatto non sia stato il primo accaduto nel presidio. Quello di venerdì , poi, è il secondo episodio che interessa gli ascensori di due ospedali della stessa Asl nel giro di pochi giorni: a Ortona un 67enne era rimasto chiuso nel montacarichi per 20 minuti.
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