L’asporto di Capodanno salva ristoranti e negozi

31 Dicembre 2020

Vendite e consegne a domicilio rilanciano le attività penalizzate dal Covid «Cerchiamo di limitare i danni e andiamo avanti, ma gli incassi sono crollati»

CHIETI. Dopo il pranzo di Natale da asporto arriva il cenone di fine anno, sempre da asporto, per salvare gli affari di un anno terribile. Non tutti i ristoratori teatini hanno optato per l’asporto, diversi hanno deciso di chiudere aspettando tempi migliori. Ma per chi ha deciso di restare in attività nonostante le restrizioni della zona rossa, adesso sono ore di fermento per preparare il miglior cenone possibile. «Per noi non è il primo cenone di fine anno da asporto», dicono i proprietari della Taverna Teate Giovanni Santarelli e la moglie Gigliola, «il nostro locale è particolare, non ha spazi che si adattano a fare il veglione di Capodanno, perciò anche negli anni scorsi ci organizzavamo con l’asporto. Quest’anno poi è stata una scelta obbligata. Siamo solo noi due al lavoro, i dipendenti sono a casa in cassa integrazione che viene erogata sempre in ritardo. Questo è il nostro lavoro, ci piace molto, ci mancano i nostri clienti e non possiamo fare altro che aspettare di poter ripartire in sicurezza».
Anche il ristorante Nino, alla Trinità, è un’attività a conduzione familiare. «E per fortuna che è così», dicono i fratelli Carlo e Raffaella Giampietro, «perché altrimenti avremmo dovuto chiudere. Andiamo avanti grazie al fatto che lavoriamo noi della famiglia, perché i dipendenti sono tutti in cassa integrazione, con i sussidi che arrivano con diversi mesi di ritardo». Lo storico ristorante Nino compie 60 anni di attività nel 2021 ma, dicono ancora i proprietari, « non credo che festeggeremo. Quest’anno si chiude con una perdita dell’80% e anche quando riapriremo non sarà certamente come prima: non credo che torneremo a fare banchetti, feste di compleanno e grandi tavolate».
L’asporto è comunque stato l’ancora di salvataggio per molte attività: «A Natale è andata bene e dunque continuiamo anche con il cenone di fine anno», dice Pietro Scalera, titolare della rinomata rosticceria di corso Marrucino. È andata bene anche a Valerio Di Nucci, del ristorante Lo scoiattolo a Chieti Scalo, che ha chiuso tutte le prenotazioni per il cenone con giorni di anticipo.
Ha lavorato bene con il pranzo di Natale da asporto anche Katia Di Pasquale del ristorante-pizzeria L’Altro Pianeta che però per il cenone di fine anno ha deciso di non lavorare. Sarà però di nuovo a lavoro con il servizio da asporto dal primo dell’anno.
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