L’assessore fa causa al Comune

22 Novembre 2015

Turco ricorre al Tar per la concessione balneare negata. Di Cocco: evidente conflitto di interessi

CASALBORDINO. La società di cui è legale rappresentante non riesce ad ottenere la concessione balneare che a suo dire gli spetterebbe di diritto. Fa ricorso al Tar e chiede al Comune un risarcimento danni. Niente di male se non fosse che a chiedere 70mila euro di risarcimento al sindaco Remo Bello è un società di cui fa parte l'assessore al Turismo della sua giunta, Raffaele Turco. Il Tar ha dato torto alla società. Ora l'opposizione incalza. «La sentenza è la numero 360/2015», fa sapere il consigliere comunale Luigi Di Cocco (Pdl). «Il Tar Abruzzo ha rigettato il ricorso proposto dalla Mira Smile Sas per l'annullamento del provvedimento n. 456/2014 con cui il Comune di Casalbordino ha negato l'attribuzione della concessione demaniale marittima per l'installazione di strutture balneari. Con la successiva sentenza n. 430/2015 il TAR Abruzzo ha respinto anche la domanda risarcitoria avanzata dalla Mira Smile Sas. Fin qui nulla di strano. Quello che è sicuramente singolare e che non tutti sanno è che il legale rappresentante della Mira Smile Sas altri non è se non Raffaele Turco, consigliere del Comune di Casalbordino, nonché assessore al turismo», annota Di Cocco. «A questo punto ci chiediamo e gli chiediamo non sarebbe stato opportuno dimettersi prima di promuovere un ricorso contro il Comune che amministra, in modo da evitare un così palese conflitto d'interessi? Purtroppo il buon gusto nella politica non esiste più», commenta il consigliere comunale dell'opposizione Di Cocco. Tutta la vicenda è nata tre anni fa quando il Comune di Casalbordino ha avviato la procedura per l'assegnazione di una concessione. La società arrivata al primo posto avrebbe dovuto realizzare le opere elencate nel bando. Così non è stato e quindi scaduti i termini è stata revocata anche la concessione. La Mira Smile sas essendo arrivata al secondo posto riteneva che eliminata la prima, la concessione spettasse a lei. In realtà non è stato così. A parere del Comune erano scaduti i termini per adempiere alle operazioni richieste e ottenere il rilascio della concessione. A quel punto la Mira Smile ha presentato ricorso al Tar.

«Legittima la decisione della Mira Smile, ma il suo rappresentante legale avrebbe dovuto lasciare l'assessorato», insiste Di Cocco. (p.c.)