L’ateneo riapre da luglio: esami e lauree in presenza

25 Giugno 2020

Il rettore: «Massima libertà, gli studenti possono scegliere anche le prove online» Il 98% dei dipendenti in smart working: telelavoro consentito per un altro mese

CHIETI. L’università d’Annunzio riapre agli studenti. Dal primo luglio tornano in presenza esami, tesi, tirocini e persino ricevimento dei professori, tutto con regole ben precise per evitare qualsiasi possibilità di contagio da coronavirus. Non solo, saranno gli stessi studenti a decidere se tornare o meno in ateneo per esami, tirocini e incontri con i docenti: l’università lascia loro la più ampia facoltà di scelta. Solo per le tesi c’è obbligo di discuterle in presenza.
È quanto ha deciso l’ultima riunione del senato accademico su proposta del rettore Sergio Caputi. Il senato ha deliberato, in particolare, la possibilità di tornare a fare gli esami in presenza, ma solo per quanto riguarda l’orale, gli scritti continueranno a svolgersi solo per via telematica. La formula è quella cosiddetta mista: gli studenti, cioè, possono scegliere se tornare in aula o se continuare con la modalità on line attuata sinora. Basterà una mail inviata al proprio docente per rendere nota quale delle due modalità è stata scelta. Stessa regola per quanto riguarda il ricevimento degli studenti da parte dei professori e i tirocini. Le attività delle 150 ore si svolgeranno per lo più in smart working oppure, quando è possibile, in presenza. Sala lettura e biblioteche riapriranno ma solo su appuntamento. Per le tesi, invece, non c’è scelta: vanno fatte in presenza, sebbene con diverse limitazioni, tutte tese a evitare il rischio di un contagio. Oltre a distanza, igienizzanti e mascherine, si è deciso che potranno entrare 3 tesisti alla volta, accompagnati da un massimo di 5 persone. Anche per gli esami, sono 3 gli studenti che potranno entrare in aula.
«Inoltre», aggiunge il rettore Caputi, «abbiamo previsto una sanificazione continua e percorsi interni all’università che evitino la possibilità di assembramenti. Nonostante queste limitazioni, ho voluto riaprire l’università agli studenti, visto che il rischio coronavirus si è sensibilmente attenuato. Non sappiamo cosa succederà in autunno e nel prossimo inverno, non sappiamo se ci sarà una seconda ondata di coronavirus. Sappiamo, invece, che al momento i dati sull’andamento della pandemia sono piuttosto confortanti e per questo motivo ho deciso di approfittare di questo periodo per riportare, per quanto possibile, gli studenti nelle aule, sempre nella massima prudenza e lasciando comunque loro grande possibilità di scelta». Alla d’Annunzio, nel frattempo, continua lo smart working per docenti e personale tecnico e amministrativo. La possibilità di lavorare a casa è stata concessa a livello governativo fino al 31 luglio e alla d’Annunzio sono in tanti ad averne approfittato. Secondo i dati forniti dallo stesso ateneo, il 98% dei dipendenti ha deciso di lavorare da casa. La percentuale, però, è destinata adesso ad abbassarsi con le nuove regole in vigore del primo luglio che riguardano esami, tesi, tirocini e ricevimento degli studenti.
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